Anche se l’allattamento è un evento al quale l’organismo femminile è predisposto, possono comunque insorgere alcuni disturbi. Per fortuna, nella maggior parte dei casi prevenirli e risolverli è facile: basta agire in tempo.Trascorsi i primi giorni, grazie alla suzione del piccolo, arriva la montata lattea. Ricordo che ero ancora in clinica e sentii il seno molto più pieno e premendolo uscì il latte. A differenza del colostro, visibilmente più liquido e acquoso.

Anche le poppate cambiano, diventano più lunghe, dai 5-10 minuti dell’inizio passano ai 15-20 minuti. Ricordando, però, che almeno per il primo mese è bene assecondare le esigenze del neonato. E’ dunque necessario dimostrare elasticità e spirito di adattamento, piuttosto che tentare di imporre (subito) un ritmo di poppate scandito dalle lancette dell’orologio.

L’ansia del “non basta”

Dall’ansia del non riuscire ad allattare si passa, spesso, a quella di non avere latte a sufficienza. Basta un risveglio più del solito, un pianto insistente, la richiesta frequente, le poppate di durata variabile…per arrivare alla conclusione che il latte della mamma non basta.

Prima di lasciarsi sopraffare dall’angoscia, vale la pena di fermarsi un momento e analizzare la situazione, ricordando che il bebè non corre rischi immediati. Spesso è proprio il tempo a risolvere il problema, perchè il piccolo non ha sempre lo stesso appetito e le stesse esigenze nutrizionali.

Tenendo presente che un neonato allattato al seno acquista peso più lentamente di quello alimentato artificialmente e che sta molto più tempo sveglio, un lattante che non si nutre a sufficienza perde peso, non dorme, è pallido.

I disturbi di una mamma che allatta

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Ragadi

Sono delle screpolature, dei taglietti (a volte sanguinanti) del capezzolo. Sono, generalmente, causati da un attacco al seno scorretto oppure dalla durata eccessiva della poppata; ma anche da un seno non preparato ed idratato durante la gravidanza. Basta capire la causa e correre ai ripari con crema e tenendo il seno quanto è più possibile all’aria, senza dover interrompere l’allattamento. Se diventa doloroso si può ricorrere ai paracapezzoli in silicone o caucciù.

Ingorgo mammario

E’ un ristagno di latte in una o entrambe le mammelle, che diventano gonfie, dure, calde, rosse e dolenti. In più, il bambino non riesce a succhiare. Bisogna massaggiare il seno prima della poppata con degli impacchi di acqua calda dalla base verso il capezzolo, in modo da far uscire del latte.

Mastite

Quando il seno viene lasciato ingorgato può peggiorare e subentrare la mastite. Che è una vera e propria infezione, può portare febbre alta e malessere generale. Oltre ad intervenire sul seno bisogna curarla con antibiotici.

I disturbi di cui ho sofferto io

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Io ne ho avuti due su tre, dei disturbi dei quali vi ho parlato (la solita fortunata): le ragadi e l’ingorgo. La ragade si formò quasi subito, sul seno destro preferito dalla monella, a causa della sua voracità e dal troppo tempo della poppata. Ricordo che all’inizio mi spaventai perchè le trovai la bocca sporca di sangue. Ho, poi, risolto con della crema alla calendula, olio di oliva e per qualche giorno la tettarella di caucciù. Cercavo, inoltre, di tenere il seno all’aria appena potevo.

L’ingorgo mammario è stato più doloroso e lungo da far passare. Avevo qualche dotto otturato al seno sinistro, lei si attaccava malvolentieri perchè non usciva latte a sufficienza e questo faceva peggiorare la situazione. Inoltre, sentivo un dolore atroce tanto da allattare in lacrime. Il 26 dicembre, nonostante fosse festa, venne l’angelo della mia ostetrica a visitarmi: mi fece vedere come agire sul seno prima della poppata (mi dovevo mungere come una mucchetta) e mi cambiò la posizione di attacco della bimba, da quella “classica” a quella a “rugby”. Non è stata una cosa velocissima, ma piano piano sono riuscita a risolvere.

Credo che la cosa fondamentale, oltre alla mia testardaggine, sia stato il supporto che ho avuto intorno a me. Mio marito e mio padre credevano fortemente nell’importanza che io allattassi al seno, e poi sapere che avevo una persona esperta a sostenermi ed aiutarmi è stata la carta vincente.

E se proprio non si riesce?

Amen…si passa al biberon, il neonato cresce lo stesso! Per quanto sono una grande sostenitrice dell’allattamento al seno e cerco, nel mio piccolo, di non far arrendere le neo mammine…credo anche che devono essere momenti magici e rilassanti sia per la mamma che per il bebè. Se per qualsiasi ragione, invece, il momento della poppata diventa fonte di stress meglio passare al biberon.

Conosco tante ragazze che hanno cresciuto i propri figli con il latte artificiale, chi per scelta e chi no, e non per questo le ritengo mamme peggiori o i bimbi meno felici. E’ ben altro che fa di una mamma, una brava mamma!

Qual’è stata la vostra esperienza con l’allattamento? O, se state per diventare mamme, come l’immaginate?

3 comments on “Allattamento al seno: quando sorge qualche disturbo”

  1. ti ringrazio per aver lasciato la tua esperienza personale, mi rendo conto che la caparbietà è comunque fondamentale per la buona riuscita dell’allattamento. Io, in realtà, vorrei allattare e cercherò di impegnarmi per farlo, speriamo bene;)
    un abbraccio
    Silvia

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