Pur essendo, già da tempo, convinta di volere almeno più di un figlio, se fosse stato possibile, l’interrogativo me lo sono posta ugualmente. Mi sono chiesta cos’era più “giusto”, per noi, per la monella, per la nostra famiglia. Ma la risposta non c’è, o meglio non c’è quella “giusta”. È una decisione che spetta solo alla coppia. Su questo argomento si sprecano parole a gogo: dai vari studi sugli aspetti negativi e positivi di avere un figlio unico o più figli, a quelli sulla vita di coppia e gestione familiare; dall’aspetto economico a quello lavorativo. Senza dimenticare anche tutto quello che può dire la gente che ha una parola/consiglio su tutto (tranne che sulla propria vita).

Io voglio tralasciare tutto ciò e voglio condividere, semplicemente, quello che penso io e perché ho scelto, assieme a mio marito, di mettere in cantiere un secondo figlio. Io ho un fratello, più piccolo di me di due anni, e nonostante la distanza kilometrica che ci separa, abbiamo un rapporto stupendo. Mio marito è il quarto figlio di cinque e, seppur non “vive” la famiglia come me, sa che può sempre contare sui suoi fratelli e sulle sue sorelle.

Quando i fratelli vanno d’accordo, nessuna fortezza è così solida come la loro vita in comune. (Antistene)

Già non essere noi figli unici, forse, ci ha fatto propendere a non volerlo neanche per la nostra monella. Ma so anche che non c’è nessuna garanzia che due fratelli vanno d’accordo e creano un rapporto speciale, può esistere la possibilità che si detestano, non si parlano o si ignorano (purtroppo ne conosco). Credo che questo è un altro “lavoro” di noi genitori.

I punti a favore del si:

  • dare un compagno di giochi, ora, e per la vita, poi, alla monella;
  • non caricare di tutte le nostre aspettative, ma anche preoccupazioni, un solo figlio;
  • sperare che da grandi anche loro si divideranno le responsabilità verso noi genitori.

I punti a favore del no:

  • non avere aiuti, quindi dover gestire due piccolini da sola;
  • l’aspetto economico che, al momento e per qualche altro anno, graverà tutto su mio marito;
  • vivere non troppo vicino a chi potrebbe darmi una mano.

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Non sono tra quelle che pensano che i figli unici sono viziati e quelli con fratelli più propensi a condividere; non credo che gli uni siano più privilegiati degli altri e non sopporto tutti i luoghi comuni in materia.

I dubbi e le paure non mancano, certo, soprattutto nei confronti della piccola monella, perchè si… lei è ancora piccola. Ma del perchè fare il secondo figlio così “presto” ve ne parlerò in un secondo momento.

Bene o male i miei pensieri negativi e quelli positivi pareggiano, ma sono convinta che in questi casi, per queste scelte, serve una sola cosa: il cuore! Scelte di pancia. Come per il matrimonio o per il primo figlio, non c’è mai il momento perfetto, nè temporale, nè economico… c’è solo la grande voglia di formare una bella famiglia che si vuole bene e si rispetti.

E questo vale anche per chi sceglie di non averne o di averne uno solo, o per chi scegliere non può… nessuno può giudicare nessuno su queste cose!

8 comments on “Figlio unico o no? I miei pensieri”

  1. ciao mia cara…
    è vero è una questione di scelte…io penso che dopo questo mi fermerò ma il mio caso è diverso dal tuo, il mio compagno ha già due figli quindi sarebbe poi veramente ingestibile come situazione …

  2. Per me il passaggio da metterlo in cantiere e scoprire la seconda gravidanza è durato circa una settimana ahahaha per fortuna avevamo optato per farne un altro, perchè ero già incinta! Io sono super felice, ovviamente, di aspettare il secondo, e mi piacerebbe poter un giorno pensare al terzo!

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