Ebbene si… siamo in piena fase dei no, decisamente nel periodo dei “terribles two” (ci siamo un poco anticipate!), nello stato di pura ribellione.

Sono un paio di mesi che qualunque mia proposta o domanda, piuttosto che una regola trova da parte della mia monella un bel secco NO! Come è mio solito fare, ho iniziato a documentarmi, leggere, “studiare” come affrontare e superare questo momentaccio.

Tutto ciò che ho appreso da libri e dal web sulla fase dei no

Già il fatto che, bene o male, ci passiam tutte…già mi è di sollievo. E’ una fase che inizia dai 18 mesi fino ai tre anni, il bimbo sviluppa un comportamento oppositivo nei confronti dei genitori e della realtà che lo circonda, e spesso lo fa con capricci e crisi di collera.

E’ un periodo, per quanto critico, molto importante perchè il bambino inizia a riconoscersi come individuo separato dalla mamma e ad esprimere attraverso la parola “io” la scoperta della sua identità. Anche il no, dunque, diventa uno strumento per manifestare il suo nuovo bisogno di autonomia e per rafforzare la sua personalità nel naturale processo di distacco dalla mamma, la figura che finora ha dominato il suo rapporto con il mondo. Non è strano, quindi, che sia proprio la mamma il bersaglio preferito dal bambino nelle sue crisi di opposizione, perché è quella dalla quale maggiormente dipende ed con la quale ha sviluppato quel legame strettissimo che fa fatica a spezzare.

Questa fase è un momento inevitabile del processo evolutivo del bambino, che spesso dice no in modo meccanico, senza particolare convinzione, soltanto per vedere l’effetto che ottiene.
Se la reazione della mamma è tollerante, è facile che il no si trasformi in un sì e che il bambino, dopo qualche minuto, faccia spontaneamente quello che gli è stato chiesto. Se, al contrario, la mamma prende di petto la situazione, eccedendo in rimproveri e in punizioni, la passeggera tendenza del bambino all’ oppositività può fissarsi in un comportamento conflittuale più acuto. Se il bambino sente continuamente dire di no a tutte le sue iniziative, se viene travolto da una valanga di divieti, di norme, di ostacoli alla sua attività, trova naturale reagire alla stessa maniera.

no

Come comportarsi

  • Insegnare a scegliere: offriamo loro due alternative valide per noi e permettiamo loro di partecipare e di avere l’ultima parola.
  • Parlare con lui: spesso un no è solo una manifestazione di inadeguatezza e incapacità di comunicare sensazioni che sorprendono il bambino stesso. Un abbraccio, una carezza, una parola molto spesso sciolgono un momento di tensione perché semplicemente fanno sentire al bambino che è compreso, protetto e sostenuto.
  • Lasciarlo più libero possibile: bloccare continuamente la sua esplorazione del mondo o le sue attività con frequenti divieti avrà l’unico scopo di innervosirlo e aumentare la sua frustrazione. I bambini in quest’età amano sentirsi utili, imitare gli adulti, partecipare attivamente alle faccende domestiche.

Come sto affrontando io la sua fase dei “no”

All’inizio è stata davvero una guerra aperta, lei diceva no, io ribadivo il concetto una, due, tre volte…poi scoppiavo, la sgridavo e lei diceva sempre più no e sempre più arrabbiata.

Da qualche giorno sto utilizzando un altro metodo, lei continua a dire no praticamente a tutto, ed io mantenendo la calma (che non è per niente facile, vi assicuro!) cerco di risponderle sempre con calma e in modo affermativo per poi portarla comunque a fare ciò che voglio.

Esempi:

io:”facciamo merenda?”, lei:”no mamma, ibri (vuole i libri)”, io:”si, facciamo merenda e poi leggiamo un bel libro”

la siedo nel sediolone e vuole puntualmente chiudere lei le cinture (che se ci si chiude un ditino fa un male cane), lei:”iaia (fa segno che vuole chiudere lei), io:”si, adesso chiude un attimo mamma e poi fai tu”

Ho capito che con lei è importante quel “si” ad inizio frase, appena sente un mio no a risposta di uno suo è l’inizio di una luuuunga trafila. Certo, anche questo metodo non è che funziona al 100% ma ha reso entrambe più tranquille e meno agguerrite.

Voi? Avete consigli da darmi?

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