Sono trascorse due settimane dall’arrivo a casa della “new entry” e il pensiero che voglio esternare è per voi: per te papà, pilastro della mia vita; per te marito, amore grande; e per te fratello, pezzo del mio cuore. Una lettera ai miei uomini.

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Ci sono momenti in cui, dicono, che una donna ha necessariamente bisogno di un’altra donna, tra questi il parto rientra sicuramente tra i casi. Eppure io ho solo voi…quando è nata la prima monella avevo solo voi…e anche adesso è uguale…e sempre sarà così!

Ricordo benissimo com’è stato avervi accanto nei giorni precedenti la nascita della primogenita, in clinica e dopo nei primi giorni a casa. La mamma è la mamma, su questo non si discute, e non è stato quel periodo a farmi sentire la sua mancanza ne più ne meno di tutti gli altri.

Ma quello che avete fatto per me, e per la piccola, non ha avuto niente da invidiare ad una donna. E anche adesso, con la seconda, mi siete di grande aiuto.

Caro papà,

Sono ormai poco più di quattro anni che ti sei dovuto reinventare come genitore, hai dovuto smussare (almeno con noi figli) quel tuo carattere duro, ti sei dovuto sdoppiare per cercare di colmare almeno un poco il grande vuoto che una mamma lascia in una famiglia. Cerchi di avere quelle attenzioni e quei pensieri che prima neanche ti sfioravano perché tanto sapevi che c’era chi le aveva anche per te.

In veste di nonno poi sei adorabile, ma allo stesso tempo cerchi di non “viziarle” troppo. Per me hai fatto i turni in clinica, mi hai aiutato a sollevarmi, a casa mi hai preparato il brodo…tanto brodo… e anche adesso non ti sei tirato indietro, con in più la “preoccupazione” della nipotina più grande, sull’aiutarla in questo altro cambiamento, facendo attenzione a non creare gelosie.

Caro amore mio,

Anche per te sono stati anni di grandi cambiamenti, in quattro anni ti sei sposato, hai perso mamma e suocera, hai cambiato casa e paese, ed hai avuto due figlie! Non male per uno che odia i cambiamenti!

Da sempre, io e te, ce la siamo dovuta cavare da soli, come coppia, come famiglia, come genitori… e non potevo chiedere compagno di vita migliore. Certo i momenti difficili ci sono, e ci saranno, anche adesso con l’arrivo di un’altra bimba non è facile, abbiamo perso di nuovo quell’equilibrio da poco trovato.

La sera rientri stanco dopo una giornata di lavoro fuori casa e trovi me ancora più stanca per una giornata in casa con due monelle, chi piange, chi fa i capricci… vorresti scappare di nuovo, lo so, lo vedo… ma presto troveremo ancora una nuova armonia.

E poi ci sono quegli attimi in cui tutto è dove dev’essere, ci siamo solo noi quattro, tutti insieme e vicini… e dimentichi tutta la stanchezza, le preoccupazioni, i problemi.

Caro fratello,

grazie alle mie figlie ho scoperto un lato di te che non conoscevo e che, anzi, credevo che tu proprio non avessi. In entrambi i parti e nei giorni a seguire sei stato l’aiuto più prezioso. Ti sei preso giorni di ferie a lavoro appositamente per dedicarti alle tue nipotine. Questi sono i gesti che valgono più di mille parole!

È stato bello vederti per la prima volta, con la monella, tenere in braccio una neonata, con quel tenero disagio misto a paura di non sapere come tenerla o pensare di farla male. Ed è ancora più bello vederti in questi giorni che ti occupi di lei, “trascurando” la sorellina, per non farla ingelosire e allo stesso tempo dare modo a me di allattare o ricevere visite.

Il rapporto che avete, tu e la monella, è impressionante; ti vede due (massimo tre) volte l’anno ma avete un legame fortissimo… questo significa che stai facendo un ottimo “lavoro” come zio ed io ne sono fiera!

Pezzi del mio cuore,

vedervi con le mie bimbe è il sogno di una vita, ascoltarvi mentre cantate o raccontate favole alla “grande” non ha prezzo, osservarvi mentre delicatamente cullate la piccolina è di una tenerezza disarmante… e sentire la monella chiamarvi e cercarvi in continuazione è fonte di grande orgoglio per me.

Vi ho sempre denominato “orsi”, per le poca propensione alla chiacchiera, alla vita troppo mondana… ma alla fine ho imparato che le cose importanti sono altre e voi non me le fate mai mancare.

Il bene che vi voglio e l’amore che provo per voi non è possibile scriverlo nero su bianco… ma voglio ringraziarvi: per la vostra presenza vera, per la famiglia che siamo, per il sostegno che l’un l’altro ci diamo, per l’esempio che cerchiamo tutti i giorni di dare a queste principesse.

Vi amo

14 comments on “Lettera ai miei uomini”

  1. Che bello ❤. Gli uomini hanno un modo diverso di amare ma non meno profondo. E soprattutto, sono in genere più concreti. Soprattutto quando si è stanche e durante i cambiamenti importanti quelli che si rimboccano le maniche e senza troppi giri di parole FANNO qualcosa, sono il bene più prezioso. Viva la famiglia.

  2. Nel giorno della donna, una lettera tutta al maschile. Parole profonde e puntuali, intuisco il legame che avete, mi immagino tuo padre, rivedo tratti del mio. Tuo fratello scoperto grazie alle bambine, e tuo marito… ok, la faccia stravolta del marito ce l’ho presente, lo confesso. Ma anche quella loro forza di non mollare mai. Che non è vero che le forti siamo solo noi. Un bacio…

  3. Diana mi hai commosso profondamente. No, anzi, sto piangendo copiosamente, perché queste tue parole mi hanno veramente toccato il cuore. Non aggiungo altro, se non complimenti, per la famiglia che hai. Ma anche per aver fatto vostro così bene il concetto di resilienza.
    Un abbraccio,
    Claudia B.

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