E’ proprio vero che nella vita non si finisce mai di imparare e nel difficile compito di essere genitori, forse, ancora di più. Nonostante abbia fatto la baby-sitter molti anni, cresciuto cuginetti e altro… certo non posso dire di sapere tutto sui bambini.

La nostra esperienza

Dopo quanche giorno dalla fine dell’inserimento al nido, quando ormai aveva iniziato l’orario completo e quindi faceva anche il riposino pomeridiano lì, la monella ha iniziato a svegliarsi verso le due di notte urlando. E anche quando veniva portata nel lettone non si calmava. Noi pensavamo a degli incubi. Alla terza notte consecutiva, mio marito mi dice di andare con lui per farmi vedere che la trovava praticamente aggrappata alla culla, come se volesse scappare, gridava “andare, andare” e quando lui la prendeva in braccio, o provava a parlarle per rassicurarla, era peggio. Inoltre, quando la portava a me lei non mi riconosceva… cioè, aveva gli occhi aperti ma era come se dormisse; era irrigidita e con il battito accelerato.

Non vi dico… non so perchè ho collegato subito alla scuola, al fatto che le educatrici mi avevano detto che quando si svegliava dal riposino piangeva che mi voleva (ma subito si calmava), al suo bisogno (ancora) di addormentarsi con me. Sono iniziati i sensi di colpa!

Era angosciante trovarla in quello stato e non riuscirla a tranquillizzare, comprendere che neanche ti riconosceva. E’ una sensazione bruttissima, di impotenza assoluta.

Poi è successo che si è ammalata, abbiamo visto il pediatra e, tra le tante, gli ho raccontato di questi episodi. Lui mi ha subito detto che si trattava di pavor notturno (non di incubi) e, soprattutto, mi ha rassicurato che può capitare con dei forti cambiamenti che possono essere, sì, la scuola ma anche tante altre cose.

Cos’è

“Il pavor nocturnus (traducibile in italiano come terrore notturno), denominato anche disturbo da terrore nel sonno, è un’alterazione qualitativa del sonno che rientra nel gruppo delle parasonnie, insieme al sonnambulismo e alle illusioni ipnagogiche. Colpisce generalmente i bambini in età prescolare: inizia a manifestarsi intorno ai 2-4 anni e può continuare fino agli 11-12 anni. Più raramente, può colpire l’individuo adulto, in casi di particolare stress psicoemotivo. L’attacco di pavor nocturnus avviene durante il sonno, in maniera improvvisa e inaspettata. Nella prima metà della notte, il bambino si solleva dal letto. Piange ed urla in maniera esagerata e non sembra reagire ad alcun richiamo dei genitori. Di solito ha gli occhi sbarrati ma non vede chi ha di fronte. Altre volte, può restare con gli occhi chiusi. Se si tenta di “consolarlo”, invece di calmarsi reagisce con maggior terrore. Spesso, il bambino presenta sudorazione eccessiva, tachicardia e rigidità muscolare durante tutta la durata dell’attacco che può durare da pochi minuti ad oltre mezz’ora. Dopo la crisi, il bambino si rilassa e riprende a dormire. Non è un incubo ed è molto diverso dal sonnambulismo: è una vera e propria crisi di terrore che si verifica nelle fasi 3 e 4 del sonno non-REM. Il bambino, anche se sembra sveglio, in realtà non lo è e per questo non reagisce agli stimoli ambientali. A volte esso può essere la conseguenza diretta di un incubo particolarmente spaventoso, ma nella maggior parte dei casi, il bambino non ricorda nessun incubo. Ricorda solo il terrore paralizzante. Spesso, la mattina dopo non c’è più memoria dell’accaduto.”

Questa “spiegazione” che ho trovato sul web, su Wikipedia, è quella che più si avvicina a quello che è successo a noi, a come trovavamo la monellina.

terrore-notturno

Cause

Come mi spiegava il pediatra, il pavor nei bambini non ha alcun significato o causa patologica, né alcuna conseguenza immediata o negli anni successivi.

Non si sa perchè avviene, si ritiene che le crisi possono essere legate a situazioni o esperienze non apparentemente traumatiche, ma che evidentemente hanno sul bambino un impatto, oppure possono essere situazioni facilmente identificabili come fonti di stress. Ecco alcune cause associate al pavor:

  • stimolazioni sonore o luminose durante il sonno;
  • situazioni che hanno generato stress;
  • inizio della scuola;
  • la nascita di un fratellino/sorellina;
  • febbre.

Rimedi

Una volta capito che quello che succedeva alla piccola non era causato da incubi, su consiglio del dottore e informandomi sul web, abbiamo cambiato approccio.

Quando la notte dopo è successo di nuovo, sono andata io in cameretta all’inizio dell’attacco, lei era ancora giù e senza prenderla, nè parlarle, ho semplicemente iniziato a carezzarla. Dopo qualche minuto si è tranquillizzata e ha continuato a dormire fino al mattino.  La notte successiva, stessa tattica… e devo dire (facendo qualche scongiuro) che non è successo più.

1 comment on “Pavor nocturnus: cause, sintomi e rimedi”

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