Arriva un momento nella vita che, paradossalmente, si scambiano i ruoli: tu figlia diventi un po’ genitore dei tuoi genitori, diventi responsabile di chi lo è stato per te tanti anni, ti prendi cura di chi ti ha cresciuto e accudito fino a poco tempo fa. Arriva un momento che bisogna prendersi cura dei propri genitori.
E quando arriva questo momento, ti rendi conto che sei diventata adulta, che sei entrata ufficialmente nel mondo dei “grandi”.

accudire-i-genitori
Questi ultimi due mesi, agosto e settembre, mi hanno vista (e mi vedono ancora) impegnata tra controlli vari, analisi e visite mediche di mio padre. Lui ha 65 anni è autonomo e autosufficiente ma sull’argomento “cure e medici” proprio non posso lasciarlo solo, ed essendo l’unica figlia più vicina tutto ricade su di me.
Telefona, prenota, prepara la documentazione, organizza a chi lasciare la monella… È solo l’iter iniziale per una semplice visita di controllo.

Quanto era bello essere semplicemente figlia

Ho imparato da giovanissima, purtroppo, a rapportarmi con asl, ospedali, medici e medicine; e ancor prima ho dovuto imparare a disinfettare, medicare, pulire.

Forse proprio per questo ci sono volte che vorrei mandare tutti al diavolo, altre che devo sforzarmi per mantenere calma e diplomazia, e altre ancora che maledico la vita che mi ha lasciato sola. Ci sono giorni che vorrei poter tornare indietro nel tempo, vorrei poter riprovare la bella sensazione di essere coccolata e accudita da “figlia”, ricevere quelle attenzioni che prima ero troppo piccola per capirle.

Invece, sono qui: ad assicurarmi che il mio “re” prenda le sue medicine, si controlli la pressione, non abusi con cibi poco salutari. Sono qui: a telefono per prenotare man mano i vari controlli, in fila ore ed ore dalla dottoressa di famiglia per farmi scrivere le impegnative mediche, tra carte e carte di una burocrazia del cavolo.

E va bene così

So che è giusto così, che è proprio così che deve andare, che adesso sono io a dover prendermi cura del mio papà e quindi, nonostante i miei sentimenti contrastanti, come sempre, mi rimbocco le maniche e vado avanti.

La vita è una ruota che gira e prima o poi questa situazione la vivremo tutti, chi in prima persona, chi indirettamente, chi con più distacco e chi con dolore straziante, in fondo sono i nostri genitori e qualsiasi sia stato il rapporto instaurato nella vita con loro è difficile non farsi coinvolgere.

Io imparo giorno dopo giorno come gestire questi cambiamenti e so che ce ne saranno altri, e altri ancora.

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