Padre e figlia: un rapporto molto importante, che può condizionare in maniera decisiva la personalità, il carattere e le scelte di vita di una donna.

Studi, e studiosi, dicono che i bambini fino ai tre anni, circa, sviluppano un principale attaccamento alla figura materna. In una fase successiva la femminuccia, pur legata ancora alla madre, orienta la sua attrazione verso la figura paterna, desidera avere il padre tutto per sé e ha necessità di prendere le distanze da una madre dalla quale ancora dipende. E’ una fase che il papà deve accogliere con affetto e comprensione: dall’incontro fatto di rispetto, di giochi, di tenerezza, nasce nella bambina l’idea che il padre sia una specie di principe azzurro, una figura idealizzata, un eroe buono, dal quale rifugiarsi in cerca di una guida. Autostima, rispetto per se stessa, senso di sé e dei propri valori sono influenzati proprio dalla natura di questo incontro con il primo uomo importante nella sua vita. Una funzione fondamentale del padre è sostenere la figlia nel passaggio dal mondo protettivo materno e familiare ai conflitti e alle difficoltà del mondo esterno.

Mio padre

Mio padre è un uomo d’altri tempi, di quelli che se ne trovano sempre più raramente. Idraulico di professione, con la passione di coltivare ed allevare. Sa lavorare, anche, ferro e legno, creando cose magnifiche. Per non parlare del fatto che è nato (ed ha lavorato per anni) come cuoco. Riesce in tutto quello che fa. Ha un carattere molto duro, difficile da smussare; è testardo, taciturno ma molto disponibile e altruista. Con gli anni, se una parte si è ancora più indurita, l’altra  si è molto addolcita.

Ho magnifici ricordi della mia infanzia, con lui e con la mia famiglia. Nonostante lavorasse molto non faceva mancare a me, e a mio fratello, la sua presenza. Gite in barca, in montagna, la vacanza estiva e i momenti serali tutti per noi al rientro da lavoro. Da adolescenti, invece, è stato un padre molto severo: dovevamo rientrare presto a casa, se volevamo qualche extra (tv, motorino, cellulare) dovevamo andare a lavorare d’estate per comprarcelo da soli. Ma non si è mai tirato indietro quando si trattava di darci una mano ad organizzare pizze o scampagnate con gli amici. Quando poi, abbiamo finito scuola e iniziato a lavorare, ci ha lasciato molto liberi.

Possiamo parlare di tutto con lui, è molto bravo ad ascoltare e a dare consigli. Ci ha sempre motivati, incoraggiati e questo ci ha aiutato a crescere determinati e sicuri di noi stessi. Ci dà coraggio a buttarci in nuove avventure e sostegno per raggiungere nuovi obiettivi.

Io e mio padre

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Mio padre è il mio re, la mia guida, l’esempio da seguire. Mio padre è la persona su cui posso sempre, e comunque, contare.

Io e il mio papà abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, ricordo che quando scherzavamo tra di noi, in famiglia, dicevamo sempre che ci eravamo divisi equamente i genitori: io cocca di papà, mio fratello cocco di mamma. Anche se poi in realtà non è così, non c’erano tutte queste differenze. Semplicemente io e mio padre ci somigliamo molto caratterialmente, come mio fratello somiglia a mia madre.

Da quando mio fratello è dovuto andare via per lavoro, allora si, il nostro rapporto è diventato ancora più stretto. A me piace raccontargli la mia giornata e ascoltare la sua, accompagnarlo a fare commissioni o portarlo con me quando devo fare le mie. Lo ringrazio anche per la sua severità, a tempo dovuto, che mi ha insegnato la conquista, il valore e il prendermi cura delle cose.

Ammiro la sua forza, lo ha fatto rialzare nonostante fosse rimasto “solo” in poco più di un mese: io mi sono sposata, andando a vivere con mio marito, e poco dopo abbiamo perso mamma. Ciò che ci unisce, ad oggi, è anche questo: un dolore forte e il suo fidarsi completamente di me, anche nell’affidarmi delle responsabilità: spese, gestione degli affari di famiglia, tasse, medici, ordine e pulizia della casa. Alle volte mi pesa un pò tale ruolo, e vorrei semplicemente ritornare ad essere la sua bambina, ma anche questo è essere figlia.

Adoro la sua dolcezza, sempre più spesso lo vedo con le lacrime agli occhi: raccontando dei vecchi tempi, partecipando a  eventi importanti di qualche nipote, ricordando qualche particolare. E poi è un nonno speciale, la mia monellina lo adora.

Ritengo che sia un riferimento importantissimo per me, e per la mia famiglia, tanto che sento sempre il bisogno di consultarmi con lui sulle scelte importanti che devo prendere. Quella che sono oggi, nel bene e nel male, lo devo molto a lui.

Mia figlia e il suo papà

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Già adesso, seppur ancor piccolina e quindi molto legata a me, lo monopolizza per i primi dieci minuti da quando rientra a casa, deve essere tutto per lei. Lui è il suo compagno di giochi, di monellerie; il suo complice e il suo “alleato” contro di me.

Spero che il loro rapporto si vada sempre più consolidando e rafforzando, io li aiuterò in questo percorso. Mi auguro che per mia figlia, il suo papà, sia la sua roccia, il suo porto sicuro, il suo punto di riferimento. Desidero che viva un rapporto speciale, magico e meraviglioso come io l’ho vissuto, e lo vivo, con il mio di padre. Un legame che la aiuterà a crescere amata, sicura, equilibrata.

E voi, invece, che rapporto avete col vostro papà? O cosa sperate per le vostre figlie? Credete anche voi che influisca sul carattere delle bimbe?

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