Essendo “nuova” di questo mondo, non conoscevo Silvia Ceriegi e il suo Trippando, ma avevo visto che la mia mentore Angela Ercolano di Supermamma aveva condiviso il link di questo corso…e mi sono detta “perchè non farlo?”.Ho cliccato sul tasto “Iscrivimi” perchè ho bisogno di riscoprire me stessa messa un pò da parte per la famiglia, la monella e le varie responsabilità e preoccupazioni che ne derivano. Ho bisogno di dedicare un pò di tempo solo a me stessa. Ho voglia di riscoprire la mia parte leggera, spensierata, dinamica.

Le mie radici

La parola “radici” mi fa pensare subito alla mia famiglia, in senso lato, e al mio paese. Quella che sono adesso è frutto del seme che hanno piantato, curato ed innaffiato i miei genitori, ma anche i miei parenti. Devo a loro il mio essere così, quello in cui credo e in cui spero.

E, per quanto, mi piace viaggiare e conoscere luoghi nuovi, sento sempre più forte il legame con la mia terra, le sue strade, le sue tradizioni, la sua gente. Il paese che mi ha vista nascere e crescere, le persone che conoscono me perchè figlia, o nipote, di… Quelle strade e quegli scorci così familiari ma sempre così belli.

Il mio nome

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Diana. La Dea della caccia e dei boschi. I miei genitori lo hanno scelto proprio perchè i miei zii erano cacciatori. Da bambina tanto detestato, avrei preferito chiamarmi Laura come mia nonna; Diana era il nome di quasi tutti i cani da caccia. Poi da adolescente, pian piano, ha cominciato a piacermi sempre di più perchè lo associavo a Lady Dy, da me tanto ammirata.

Adesso, facendo una ricerca, scopro che significa “splendente, luminosa”, “che porta giorno, che ha luce”, che dire… bellissimo!

La mia famiglia

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Dicono che assomiglio a mia madre e a mia nonna materna, esteticamente almeno. Caratterialmente, e per certi aspetti aggiungerei purtroppo, ho preso i difetti di mio padre: testarda, dura, a tratti acida. Ringrazio i miei genitori per avermi fatto dono di un fratello, la mia vita, il mio compagno di giochi da bambina e il mio supporto da adulta.

Famiglia in  senso lato, non posso non pensare alle mie cugine con le quali ho trascorso un’infanzia bellissima, all’insegna dei giochi all’aria aperta e di confidenze. Cugine che le quali ho la fortuna di conservare un bel rapporto.

I miei studi

Il mio percorso di studi l’ho scelto io e non mi pento di niente. Mi sono diplomata in ragioneria programmatore, adoravo, e adoro, la matematica e l’informatica quindi ho un bellissimo ricordo dei cinque anni delle superiori. Rimpiango, forse, il non aver continuato (o almeno tentato) per paura, per mancanza di coraggio nell’affrotnare quei maledetti esami orali.

I miei libri del cuore

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Da ragazzina non amavo leggere ma mia madre quasi mi costringeva (per fortuna!) e, dei tanti libri letti, il primo che mi ha colpito è sicuramente “Piccole Donne Crescono” (vedi, poi, il nome del mio blog), mi rivedevo molto in Jo. Successivamente “Il gabbiano Jonathan Livingston” e “Il piccolo principe” sono, senza dubbio, i due libri che mi sono rimasti dentro e che mi hanno aiutato a riflettere.

I miei amici

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Per me l’amicizia è importantissima, alla pari dell’amore. Non riesco ad immaginare la mia vita senza un’amica. Ho sempre avuto poche amiche e tante conoscenze. Amiche a cui poter dire tutto, senza essere giudicata, a cui chiedere consiglio, in cui trovare conforto, su cui poter sempre contare. Ad oggi non riempiono neanche una mano, ma il mio cuore sicuramente si!

Con ognuna di loro ho un rapporto diverso: chi sento più volte a giorno e vedo spesso, chi vedo pochissimo perchè lontana km ma che al rientro sembra che il tempo si è fermato all’ultimo incontro; con chi, ancora, cerchiamo di ritagliarci del tempo tra i mille impegni e stili di vita diversi.

Ho avuto anche io le mie delusioni in questo campo, da chi non me lo aspettavo, da chi credevo di avere al mio fianco “per sempre”… ma non ho mai smesso di credere in questo sentimento così bello!

Il mio lavoro

Mi sono diplomata nell’estate del 1999, a 18 anni, e a settembre mi sono già affacciata al mondo del lavoro: una ditta di auto e bus da noleggio. Per me è stata una grande scuola di vita, mi ha dato tanto non solo lavorativamente. Trascorrevo lì tante ore e ho dei ricordi fantastici. La scuola, per quanto professionale sia, non ti da gli strumenti per essere davvero pronta a lavorare; ho iniziato facendo la classica “gavetta” ed è stato emozionante crescere piano piano e vedere la fiducia riposta in me dai titolari.

Dopo tre anni, sono andata, ma solo per trovare degli orari più “comodi”, ma tutte le persone che ho incontrato, conosciuto di persona o per telefono o per mail, frequentato anche al di fuori, le porto tutte, ancora, nel cuore!

Le mie passioni

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Se ripenso alle mie passioni passate, a quelle che ho dovuto mettere da parte…penso, sicuramente, alla danza classica. Ho iniziato alla tenera età di quattro anni, perchè frequentava la stessa scuola mia cugina, ma poi mi ha praticamente rapita.

Ho smesso a diciassette anni, un pò perchè non riuscivo a conciliare con gli studi, un pò perchè presi consapevolezza di quanto costava e che mio padre non poteva andare a lavorare per pagare un mio hobby (essendoci anche mio fratello).

Ho, a casa dei miei, ancora il mio primo bodino, i tanti costumi dei saggi, le mie prime punte. E anche se ho smesso di ballare, è una passione che ancora mi accompagna.

I primi dieci giorni

Questi primi giorni sono stati davvero piacevoli, attendevo la mail la mattina e non vedevo l’ora di potermi mettere a riflettere e scrivere. Ho tirato fuori aspetti belli del mio passato e ricordato cose meno belle.

Attendo con entusiasmo il secondo step

2 comments on “#RememberNovember: un mese per riscoprirmi partendo dal passato”

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