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Attività e giochi per bambini dai 18 mesi ai 2 anni

Fammi giocare solo per gioco

Senza nient’altro, solo per poco

Senza capire, senza imparare

Senza bisogno di socializzare

Solo un bambino con altri bambini

Senza gli adulti sempre vicini

Senza progetto, senza giudizio

Con una fine ma senza l’inizio

Con una coda ma senza la testa

Solo per finta, solo per festa

Solo per fiamma che brucia per fuoco

Fammi giocare per gioco

Questa filastrocca di Bruno Tognolini mi è sempre piaciuta molto. A volte noi “grandi” pretendiamo che anche il momento del gioco sia occasione per dare regole e insegnare, mentre noto anche io che a volte i bimbi hanno bisogno semplicemente di giocare, di creare il loro angolino di autonomia e fantasia.

Permettiamo a nostro figlio di avere fiducia in se stesso: non sottovalutiamo le sue effettive capacità, consideriamolo capace di fare ciò che gli interessa, dandogli sempre la possibilità di provare da solo.

Ormai, a questa età, è in grado di organizzare le proprie attività di gioco dando libero sfogo alla fantasia, si evolve e impara molto rapidamente: per interessarlo e stimolare il suo sviluppo, possiamo scegliere dei giocattoli semplici e versatili, durano di più e stimolano la creatività.

I suoi giochi preferiti (le new entry):

 

giochi-bambini-bambola

I giochi che continuano ad interessarle:

Dal compimento dell’anno, più o meno, si è appassionata ai travasi che adesso sono rigorosamente con l’acqua. Anche le bambole sono rimaste tra i giochi preferiti, imitando sempre di più quello che io faccio con lei, quindi cambio pannolino, vestire e svestire. Ed infine i colori, affinando sempre più le “tecniche”, adesso facciamo il cerchio.

giochi-bambini-stickers

I suoi “mai senza“:

Sono, senza ombra di dubbio, i libri e la musica! I primi passando dai tattili, alle finestrelle, agli stickers (che però non sempre vanno sui libri 😛 ) come questo 400 stickers. Peppa Pig. Con adesivi o questo Il mare. Impara tante parole e gioca con gli stickers!. Con adesivi. E la musica che siamo passate dall’ascolto al cantarle… uno spasso!!

Continuo a pensare che il gioco è una cosa importantissima per loro, mi rendo anche conto (da mamma) che più crescono e diventano autonomi più tendono a fare pasticci… ma, come sempre, per il loro bene noi chiudiamo un’occhio 😉 …a volte anche due!

La mia vacanza in Calabria

Dopo una lunga (troppo lunga) assenza…rieccomi…pronta a raccontarvi il mio agosto: tra vacanze, famiglia, dottori e grandi novità. Un mese anomalo, un mix tra stanchezza e relax, gioia ed ansia, nostalgia e speranza!

Ma andiamo con ordine… Partiamo dalla vacanza.

Quest’anno volevamo provare un villaggio e non volevamo andare troppo lontano, così abbiamo optato per la Calabria.
Abbiamo prenotato tramite agenzia il 13 luglio, per me che sono una che programma, si anticipa, valuta…è stato un tempo record.

Siamo partiti in auto il 14 agosto, direzione San Nicola Arcella in provincia di Cosenza, villaggio “Baia di Dino”****; abbiamo scelto l’ora di pranzo in modo che la monella avrebbe dormito la maggior parte del viaggio. Diciamo che le prime “maledizioni” le abbiamo pronunciate per trovare il villaggio, l’indirizzo indicato portava ad un’altra struttura, riuscire ad avere una risposta alle nostre telefonate era un miraggio, per fortuna due passanti ci hanno dato le indicazioni esatte.

La mia prima impressione appena arrivata lì è stata quella di un posto abbandonato a se stesso, dove il proprietario o gestore, non ha avuto negli anni la minima voglia di curarlo, fare manutenzione, nessuna intenzione di migliorarlo, ampliarlo, sfruttare la quantità di spazio a disposizione. E, soprattutto, che stavamo “isolati”, lontani dal centro, negozi, bar, ristoranti…
La seconda impressione, soggiornandoci, è stata quella di una “gestione in economia”: poco personale (rispetto alla grandezza della struttura e alla quantità di ospiti) costretto a fare turni di lavoro estenuanti (il 90%, neanche a dirlo, erano extracomunitari…sfruttati fino all’osso!), la struttura affidata totalmente ai ragazzi dell’animazione e dipendenti che devono fare le veci dei dirigenti.

La struttura

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Incendio di ferragosto

La struttura è divisa in due: il corpo con reception, ristorante e piscina e, su una collinetta, l’agglomerato di casette dove ci sono le varie camere; lateralmente c’è (teoricamente) la zona con campetti e palestra che in realtà è tutto abbandonato e fatiscente. Per raggiungere le camere ci si mette un po’ a piedi, a noi non dispiaceva perché si trattava di 10/15 minuti, ma chi soggiornava ancora più su era costretto a prendere l’auto ogni volta. E, per chi come noi, la utilizza tutto l’anno è una seccatura.

Le camere

Le camere sono molto spaziose, il bagno con vasca che per chi ha un bimbo piccolo è comoda, dispone di un terrazzino anche se in comune con la camera a fianco. Gli armadi avevano le ante rotte come anche le porte, di ingresso e del bagno, erano usurate, inoltre non c’era una cassetta di sicurezza. Isolamento acustico, zero.

La piscina

La piscina è grande, ha una zona riservata ai più piccini ma per una media di cinquecento ospiti dispone di 50 lettini e 10 ombrelloni… vi lascio immaginare cosa succedeva per poter trovare un posticino.

Il ristorante

Tutto a buffet, dalla colazione alla cena. Il cibo ce n’era in abbondanza, peccato per la poca varietà. Si mangiava quasi sempre freddo e molti fritti, io gli ultimi due giorni ho mangiato pane e olio o pane e formaggino (di mia figlia). Per i bambini, stendiamo un velo, portavano a pranzo bastoncini e patatine e a cena cotoletta e patatine…inconcepibile! Per fortuna uscivano tre primi e tre secondi e la monella è di buona forchetta, altrimenti sarebbe andata anche lei a formaggini 😉

Specialità del posto, prodotti tipici, neanche l’ombra.

Il mare

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ciottoli

Bello, limpido e caldo! Soprattutto, mi è piaciuta la spiaggia con tutti quei ciottolini di mille colori. La spiaggia grande e spaziosa. Il villaggio era convenzionato con uno stabilimento ed avevamo diritto a due lettini ed un ombrellone. Anche qui una nota negativa, la lontananza. Sul sito parlano di 1.500 mt di distanza, per noi abituati a Positano non sono niente, quindi pensavamo di farli col passeggino senza dover sottostare agli orari delle navette…ma non è così…sono, almeno, il doppio e tutto di strada statale. Farla a piedi è improponibile.

Escursioni

 

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una delle grotte

Siamo andati con una barchetta, La Calipso, con una persona del posto, il sig. Daniele. E’ stato molto bello, lui molto preparato e altrettanto rispettoso del mare e della natura. Siamo andati all’Isola Dino a vedere le varie grotte e al ritorno abbiamo visto l’altra parte di costa con tre soste bagno.

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grotta azzurra

Due note molto positive

  1. Lo staff animazione: i ragazzi erano tanto disponibili e dalla mattina alla sera non si fermavano un attimo. Con giochi, spettacoli e baby dance hanno cercato di allietare le giornate di grandi e piccini.
  2. I ragazzi  bar e del ristorante: una coppia del nord, un ragazzo della zona e il resto del cairo (tutti futuri ingegneri), cordiali e disponibili nonostante le tante ore di lavoro.

Due note molto negative (oltre a quello già detto ;P )

  1. La pulizia: molto molto scarsa. In camera è rimasto un sassolino due giorni nel bagno e anche la vasca non veniva pulita tutti i giorni. Gli esterni, poi, ancora peggio, viali sporchi (anche grazie alla maleducazione degli ospiti), spazi esterni incolti (ci sarebbe stato spazio, ad esempio, per un bel parco giochi). L’acqua della piscina non veniva mai pulita in modo approfondito e il solarium veniva spazzato solo verso le undici del mattino.
  2. Gli ospiti: non era sicuramente un parterre selezionato, la maleducazione la faceva da padrona purtroppo.

Bilancio conclusivo

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mare cristallino

Alla fine abbiamo cercato, comunque, di goderci i nostri sette giorni di vacanza e il tempo da dedicare a noi tre. Abbiamo capito che, forse, il villagio proprio come impostazione non fa per noi. Il 21 agosto, avevamo il check out alle 10 però avevamo il pranzo…inutile dire che siamo scappati prima e, per la prima volta, siamo tornati a casa senza neanche una calamita.

In realtà non abbiamo visto niente della Calabria, che so essere una bellissima terra, quindi mi sono ripromessa di ritornarci…ma sicuramente non in questa struttura, che di quattro stelle non ha assolutamente niente!

Vacanza a Pantelleria

Siamo stati su questa fantastica isola nel 2013, dal 13 al 24 agosto. Il pacchetto comprendeva volo da Roma, soggiorno in un dammuso e il noleggio di uno scooter. Una combinazione rivelatasi perfetta.

Soggiornare in un dammuso, le loro tipiche costruzioni in pietra lavica, ci ha dato quell’autonomia e quella libertà di orari, che in una vacanza sono benedette. Stesso discorso per il noleggio dello scooter, ci ha permesso di girare l’isola in totale indipendenza.

Mare e spiagge

pantelleria-mare

A Pantelleria spiagge di sabbia non ne troverete perché è un’isola di origine vulcanica, sono presenti numerose discese a mare rocciose, l’isola infatti offre moltissime calette, baie e grotte raggiungibili dalla terra ferma ed alcune, invece, solamente dal mare. Le spiagge di sabbia non sono neanche molto ricercate: l’isola si distingue dal resto proprio per le sue diversità e il suo essere ancora “selvaggia“.

Il mare è spettacolare ovunque, in dieci giorni abbiamo potuto ammirare tanti colori, bellissimi fondali e piscine naturali limpide e fresche. Con lo scooter ci siamo fatti tutta la parte est e abbiamo fatto il bagno a: Bue Marino, Campobello, Arco dell’Elefante, Cala Levante e Tramontana, Gadir, Cala Cottone, Punta Spadillo, Laghetto delle Ondine.

Ammirare dal mare Pantelleria e le sue spiagge è sicuramente un’occasione da non perdere perché mostra uno dei lati nascosti dell’isola. Non si può poi dire di conoscere il mare di Pantelleria se non si fa il giro dell’isola in barca: in particolare dove la costa, estremamente frastagliata, offre insenature e approdi naturali con spiaggette di ciottoli e di ghiaia finissima.

Mare e terme

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In quest’isola, io e mio marito, siamo riusciti ad unire due nostre passioni: il mare e le terme. Pantelleria è ricca di sorgenti termali, la riva di un lago offre fanghi naturali e in una grande montagna puoi fare una sauna rilassante. Ecco cosa abbiamo visitato:

Il lago di Venere: offre una vera e propria cura di bellezza tutta naturale e gratuita, dove ci si può rilassare nelle piccole vasche naturali di acqua calda presenti sulle sponde e approfittare dei fanghi. Il trattamento prevede l’ immersione dal lato dove l’acqua bolle per un po’ di minuti, usciti dall’acqua si raccoglie del fango dal fondo per spalmarselo sul corpo; poi si fa asciugare passeggiando e ci si rilava solo dopo la completa essiccatura. Il risultato del trattamento è una pelle liscia ma soprattutto più pura.

La Cala di Gadir: è una località conosciuta ed apprezzata fin dall’antichità per la presenza di acque termali, circoscritte in vasche scavate nella roccia, in cui la temperatura varia dai 40 ai 55° C. Queste acque dolci contengono sali minerali di provata efficacia terapeutica, ideali per la cura di artrosi e reumatismi. Sulle pareti delle vasche nasce un’alga indicata per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.

Bagno Asciutto: su un costone della Montagna Grande, è possibile accedere alla sauna di Benikulà. Raggiungibile tramite un’antica mulattiera, a tratti divenuta un sentiero sterrato, ma di rara bellezza ed originalità. All’interno di un anfratto, dove sorgono sedili in pietra lavica, vapori sotteranei, consentono di fare delle saune rigeneranti, magari al tramonto (o al mattino presto), con la vista di un paesaggio tipico, molto suggestivo: la piana di Monastero con il mar Mediterraneo sullo sfondo.

Pantelleria con i bambini

Non è impossibile andare a Pantelleria con i bambini, ci sono calette facili da raggiungere e con accessi al mare altrettanto fattibili. Personalmente, però, non andrei con una bimba piccola (tipo la mia che ha 19 mesi)…non potrei godermi l’isola appieno. Preferirei aspettare qualche anno.

Bilancio finale

Da questa vacanza è nata la mia “passione” per la Sicilia. Per me e mio marito è stata una seconda luna di miele, una settimana di puro relax. Fare colazione, o cena, sulla terrazza di un dammuso con con vista mare, percepire il silenzio e i profumi dell’isola…non ha prezzo!

 

 

Vieste: la perla del Gargano

La prima vacanza che ho fatto con chi poi è diventato mio marito è stata in Puglia, e più precisamente a Vieste, sul Gargano. Io c’ero già stata in passato ma d’inverno e mi ero ripromessa di ritornarci in estate, nel pieno del suo splendore. (altro…)