Sono quattro anni che mi “divido” tra la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana; tra Meta, il mio paese d’origine e Positano, il mio paese d’adozione. Due luoghi meravigliosi che distano solo 14 km l’uno dall’altro, 30 minuti di auto; strada e tempo che a volte benedico altre maledico.

Meta

Meta

Il Comune di Meta fa parte della Penisola Sorrentina, in Provincia di Napoli. Conta circa 8.000 abitanti, una frazione, numerosi rioni e due belle spiagge. Gli abitanti, i Metesi, sono devoti alla Madonna del Lauro, l’attaccamento alla “loro” Madonna, ed alla Chiesa che la ospita, è tale da costituire un tratto identificavo di questo popolo di marinai: molte persone qui si chiamano Lauro o Laura, sia di nome che di cognome e comunque non si conosce Meta e la sua gente senza visitare la Chiesa della Madonna del Lauro, e prima ancora, lasciarsi affascinare dalla sua storia, che si intreccia con la leggenda e il mito.

In effetti, le origini della Chiesa si perdono nelle tenebre medievali. Secondo la tradizione nel secolo VIII d.C. una vecchierella, sorda e muta, pascolando la sua vacca nei boschi vide una lingua di fuoco ardere senza consumarsi. Si accostò e trovò, ai piedi di un lauro (alloro), la statua della Madonna, in stile bizantino. Subito guarita da sordità e mutezza corse in paese gridando al miracolo. Il Vescovo di Sorrento fece trasportare la statua nella sua Cattedrale, ma il mattino successivo, miracolosamente, essa fu ritrovata sotto l’alloro a Meta. Questo miracolo si ripeté e così la statua venne lasciata a Meta, nel tempietto del Salvatore, che si trovava nei pressi del lauro in questione. Da allora la statua fu venerata come “Madonna del Lauro”. Il numero crescente di fedeli che si recavano a venerarla, indusse la popolazione a costruire, fra il IX e il X secolo, un tempio più grande. Le vicende di questa chiesa sono state travagliatissime perché più volte distrutta e saccheggiata, e ogni volta ricostruita e arricchita dai metesi. Nel 1782 fu necessario riconsacrarla, per i tanti lavori eseguiti. Era sede parrocchiale già dal 1536 e fu elevata a Basilica Pontificia nel 1914 ed è stata sede Giubilare diocesana per l’Anno Santo del 2000.

Non posso non ricordare l’importanza della marineria metese, i suoi cantieri e le tante botteghe artigiane specializzate in questo ramo. L’Ottocento fu il secolo d’oro della vela e la marineria metese ne fu all’altezza. Col tramonto di questo tipo di navigazione sopraggiunse la decadenza, interrotta solo dal turismo.

Oggi la risorsa principale di Meta sono le sue belle e ampie spiagge, facilmente raggiungibili in auto e dotate di parcheggio: prerogative che rendono unica Meta nel contesto della Penisola Sorrentina e adatte quindi a famiglie con bambini o anziani. Questa naturale vocazione ad un turismo di tipo balneare e quindi concentrato nei mesi estivi, è stata la fortuna di Meta negli ultimi decenni, tuttavia la cittadina ha molto altro da offrire e non solo d’estate. Un esempio può essere il periodo della Settimana Santa, con la rappresentazione storica della passione e morte di Gesù Cristo organizzata ogni due anni lungo tutto il territorio comunale e le processioni degli incappucciati del giovedì santo e del venerdì santo organizzate rispettivamente dalle arciconfraternite della SS. Immacolata e del SS. Crocifisso e Pio Monte dei Morti.

Positano

Positano

Il Comune di Positano è uno tra i più belli della Costiera Amalfitana e della Provincia di Salerno. La Città Romantica. Conta circa 4.000 abitanti, 2 frazioni, 4 quartieri, 4 spiagge e splendide calette. Anche gli abitanti di Positano, i positanesi, sono devoti ad una Madonna: la Madonna Nera.

Si racconta che il quadro della Madonna fosse a bordo di una nave turca che rimase bloccata al largo finché il capitano non sentì una voce sussurrare “posa, posa“. Il dipinto fu gettato in mare e i positanesi lo ritrovarono dove ora sorge la chiesa, capendo che la Vergine aveva scelto la loro città come propria dimora. Da ogni punto del paese si può ammirare la cupola in maiolica multicolore della Chiesa di Santa Maria Assunta che al suo interno custodisce l’icona della Madonna Nera di ispirazione bizantina e risalente al XVIII sec.

Anche per Positano la risorsa principale è il turismo, ma non ospita turisti qualunque, bensì un’élite vacanziera fatta di intellettuali, artisti, e personaggi celebri che sin dall’inizio del ‘900 scelsero questo angolo di Costiera Amalfitana come esclusivo luogo di villeggiatura. Al largo di Positano possiamo ammirare i tre isolotti de Li Galli, furono detti “le Sirenuse” per le leggende che li circondavano come rifugio delle sirene incantatrici. Mentre se ci allontaniamo dal caos del centro possiamo rifugiarci nei meravigliosi borghi di Monteportuso e Nocelle.

C’è questa citazione di Astolphe de Custine che, secondo me, descrive molto bene la bellezza di Positano: “In questo paesaggio incomprensibile, solo il mare è orizzontale, e tutto ciò che è terra ferma è quasi perpendicolare”*.

Cosa sono per me

Molte volte vengo “rimproverata” dai miei amici positanesi di essere “ostile” verso il proprio paese, il paese d’origine di mio marito, paese che mi ha adottata dal 2012, da quando mi sono sposata… ma non è così! Nonostante sono quattro anni che vivo qui, ho “vissuto” davvero poco il paese, la sua gente: un pò a causa del lavoro, un pò perchè impegnata con mia suocera prima, con la bimba e mio padre poi, non sono riuscita ad inserirmi, a farmi conoscere. Per Positano sono ancora “la moglie di…”

Quando ci siamo sposati, siamo venuti a vivere qui perchè mia suocera aveva bisogno di noi, ora che lei non c’è più, per me,  è venuta a mancare anche la motivazione ad abitare qui. Positano è stupenda, mi affaccio al balcone e posso ammirare un paesaggio meraviglioso, per me che amo il mare è spettacolare d’estate. Di contro, da quando sono rimasta incinta, col pancione prima e con la monella in braccio adesso, la trovo “faticosa“; io non sono nata tra tutte queste scale, non ho questa muscolatura possente e quindi, a volte, mi sento limitata nella quotidianeità: portare le buste della spesa e 11 kg di bimba diventa difficile. Ecco la mia non è ostilità, è più (al momento) una difficoltà logistica.

Meta… Meta è il “mio” paese! Forse non ha queste bellezze particolari come Positano, non ha questa varietà di turismo, di cultura, di etnie…ma lì c’è il mio cuore. Penso che è sbagliato anche paragonarli, non si può. E’ il paese dove sono nata e cresciuta, dove c’è la mia famiglia, le mie radici, dove non mi sento mai sola. Meta è la mia infanzia, i miei ricordi, le mie amicizie, il primo amore. A Meta c’è mio padre, pilastro della mia vita.

Sono onorata di potermi “vivere” entrambi i paesi, ognuno con le sue particolarità e bellezze, tanto simili ma tanto diversi, dove la gente paga per poterci trascorrere anche solo qualche giorno. Spero che col passare del tempo riesco a “dividermi” sempre più equamente in modo da farmi conoscere anche dal paese che ha visto nascere e crescere la persona che amo.

*  Tratta da Wikipedia.

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