Mese: settembre 2016

Back to school: economico e colorato con Kiabi

Non so i vostri figli, ma la mia monella sporca tanti di quei vestiti che è una cosa indescrivibile, in due giorni ti trovi la cesta dei panni sporchi che già sta per esplodere. (altro…)

Prendersi cura dei propri genitori

Arriva un momento nella vita che, paradossalmente, si scambiano i ruoli: tu figlia diventi un po’ genitore dei tuoi genitori, diventi responsabile di chi lo è stato per te tanti anni, ti prendi cura di chi ti ha cresciuto e accudito fino a poco tempo fa. Arriva un momento che bisogna prendersi cura dei propri genitori. (altro…)

La mia vacanza in Calabria

Dopo una lunga (troppo lunga) assenza…rieccomi…pronta a raccontarvi il mio agosto: tra vacanze, famiglia, dottori e grandi novità. Un mese anomalo, un mix tra stanchezza e relax, gioia ed ansia, nostalgia e speranza!

Ma andiamo con ordine… Partiamo dalla vacanza.

Quest’anno volevamo provare un villaggio e non volevamo andare troppo lontano, così abbiamo optato per la Calabria.
Abbiamo prenotato tramite agenzia il 13 luglio, per me che sono una che programma, si anticipa, valuta…è stato un tempo record.

Siamo partiti in auto il 14 agosto, direzione San Nicola Arcella in provincia di Cosenza, villaggio “Baia di Dino”****; abbiamo scelto l’ora di pranzo in modo che la monella avrebbe dormito la maggior parte del viaggio. Diciamo che le prime “maledizioni” le abbiamo pronunciate per trovare il villaggio, l’indirizzo indicato portava ad un’altra struttura, riuscire ad avere una risposta alle nostre telefonate era un miraggio, per fortuna due passanti ci hanno dato le indicazioni esatte.

La mia prima impressione appena arrivata lì è stata quella di un posto abbandonato a se stesso, dove il proprietario o gestore, non ha avuto negli anni la minima voglia di curarlo, fare manutenzione, nessuna intenzione di migliorarlo, ampliarlo, sfruttare la quantità di spazio a disposizione. E, soprattutto, che stavamo “isolati”, lontani dal centro, negozi, bar, ristoranti…
La seconda impressione, soggiornandoci, è stata quella di una “gestione in economia”: poco personale (rispetto alla grandezza della struttura e alla quantità di ospiti) costretto a fare turni di lavoro estenuanti (il 90%, neanche a dirlo, erano extracomunitari…sfruttati fino all’osso!), la struttura affidata totalmente ai ragazzi dell’animazione e dipendenti che devono fare le veci dei dirigenti.

La struttura

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Incendio di ferragosto

La struttura è divisa in due: il corpo con reception, ristorante e piscina e, su una collinetta, l’agglomerato di casette dove ci sono le varie camere; lateralmente c’è (teoricamente) la zona con campetti e palestra che in realtà è tutto abbandonato e fatiscente. Per raggiungere le camere ci si mette un po’ a piedi, a noi non dispiaceva perché si trattava di 10/15 minuti, ma chi soggiornava ancora più su era costretto a prendere l’auto ogni volta. E, per chi come noi, la utilizza tutto l’anno è una seccatura.

Le camere

Le camere sono molto spaziose, il bagno con vasca che per chi ha un bimbo piccolo è comoda, dispone di un terrazzino anche se in comune con la camera a fianco. Gli armadi avevano le ante rotte come anche le porte, di ingresso e del bagno, erano usurate, inoltre non c’era una cassetta di sicurezza. Isolamento acustico, zero.

La piscina

La piscina è grande, ha una zona riservata ai più piccini ma per una media di cinquecento ospiti dispone di 50 lettini e 10 ombrelloni… vi lascio immaginare cosa succedeva per poter trovare un posticino.

Il ristorante

Tutto a buffet, dalla colazione alla cena. Il cibo ce n’era in abbondanza, peccato per la poca varietà. Si mangiava quasi sempre freddo e molti fritti, io gli ultimi due giorni ho mangiato pane e olio o pane e formaggino (di mia figlia). Per i bambini, stendiamo un velo, portavano a pranzo bastoncini e patatine e a cena cotoletta e patatine…inconcepibile! Per fortuna uscivano tre primi e tre secondi e la monella è di buona forchetta, altrimenti sarebbe andata anche lei a formaggini 😉

Specialità del posto, prodotti tipici, neanche l’ombra.

Il mare

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ciottoli

Bello, limpido e caldo! Soprattutto, mi è piaciuta la spiaggia con tutti quei ciottolini di mille colori. La spiaggia grande e spaziosa. Il villaggio era convenzionato con uno stabilimento ed avevamo diritto a due lettini ed un ombrellone. Anche qui una nota negativa, la lontananza. Sul sito parlano di 1.500 mt di distanza, per noi abituati a Positano non sono niente, quindi pensavamo di farli col passeggino senza dover sottostare agli orari delle navette…ma non è così…sono, almeno, il doppio e tutto di strada statale. Farla a piedi è improponibile.

Escursioni

 

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una delle grotte

Siamo andati con una barchetta, La Calipso, con una persona del posto, il sig. Daniele. E’ stato molto bello, lui molto preparato e altrettanto rispettoso del mare e della natura. Siamo andati all’Isola Dino a vedere le varie grotte e al ritorno abbiamo visto l’altra parte di costa con tre soste bagno.

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grotta azzurra

Due note molto positive

  1. Lo staff animazione: i ragazzi erano tanto disponibili e dalla mattina alla sera non si fermavano un attimo. Con giochi, spettacoli e baby dance hanno cercato di allietare le giornate di grandi e piccini.
  2. I ragazzi  bar e del ristorante: una coppia del nord, un ragazzo della zona e il resto del cairo (tutti futuri ingegneri), cordiali e disponibili nonostante le tante ore di lavoro.

Due note molto negative (oltre a quello già detto ;P )

  1. La pulizia: molto molto scarsa. In camera è rimasto un sassolino due giorni nel bagno e anche la vasca non veniva pulita tutti i giorni. Gli esterni, poi, ancora peggio, viali sporchi (anche grazie alla maleducazione degli ospiti), spazi esterni incolti (ci sarebbe stato spazio, ad esempio, per un bel parco giochi). L’acqua della piscina non veniva mai pulita in modo approfondito e il solarium veniva spazzato solo verso le undici del mattino.
  2. Gli ospiti: non era sicuramente un parterre selezionato, la maleducazione la faceva da padrona purtroppo.

Bilancio conclusivo

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mare cristallino

Alla fine abbiamo cercato, comunque, di goderci i nostri sette giorni di vacanza e il tempo da dedicare a noi tre. Abbiamo capito che, forse, il villagio proprio come impostazione non fa per noi. Il 21 agosto, avevamo il check out alle 10 però avevamo il pranzo…inutile dire che siamo scappati prima e, per la prima volta, siamo tornati a casa senza neanche una calamita.

In realtà non abbiamo visto niente della Calabria, che so essere una bellissima terra, quindi mi sono ripromessa di ritornarci…ma sicuramente non in questa struttura, che di quattro stelle non ha assolutamente niente!