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Marzo 2019

    Io Donna

    Pieno e vuoto nella nostra vita

    Pieno e vuoto

    Martedì scorso ho partecipato ad un evento di ascolto sul tema: pieno e vuoto nella nostra vita.

    L’invito mi era arrivato dalla “mia” ostetrica che, chi mi segue da un po’ lo sa, adoro. Mi sento affine a lei e al suo modo di pensare e mi sono, come per la gravidanza, affidata.

    Lei, assieme ad altre due professioniste, hanno creato il Tondo Rosa e cercano di sensibilizzare un po’ il nostro territorio su varie tematiche. Avevo partecipato ad un evento informativo sulla salute intima ed ero stata piacevolmente colpita.

    Non prendevo parte ad un incontro di ascolto almeno dai tempi del mio coinvolgimento in parrocchia e, ahimè, è passato poco più di un quarto di secolo. Ma – sapete anche questo – mi piace mettermi in gioco e sono andata.

    Pieno e vuoto nella nostra vita

    La loro introduzione:

    Il pieno e il vuoto sono concetti complessi sui quali i filosofi hanno scritto pagine intere. Aristotele diceva che la natura rifiutava il vuoto. Per Agostino il vuoto indica esclusivamente una mancanza. Nella filosofia tedesca il vuoto rappresenta la fine dei valori. Per molte culture orientali l’idea di vuoto è invece sinonimo di ricchezza, di possibilità, di massima apertura e libertà, il vuoto può essere l’infinita possibilità di trasformazione. 

    A volte solo creando un po’ di vuoto nella nostra vita si crea la possibilità che qualcosa di nuovo arrivi. La vita è pieno e vuoto, alto e basso, inizio e fine. Ma ad ogni vuoto poi segue un pieno, ad ogni basso segue un alto, ad ogni fine segue un inizio. 

    Non puoi fermare la vita nel pieno, così come non puoi fermarla nel vuoto.

    Prendiamoci del tempo per cercare tutto ciò nel nostro presente. Di cosa siamo piene? Di cosa siamo vuote? Tante immagini ci portano a storie, a vissuti, a sensazioni. 

    La bocca piena di parole, il seno pieno di latte, il ventre pieno di una nuova vita. La testa piena di progetti, le mani vuote di carezze, l’utero vuoto di sangue. Le gambe vuote di forza, il cuore pieno di gioia, le braccia vuote di un figlio.”

    Il pieno e il vuoto nella mia vita

    Quando mi sono ritrovata seduta su quel morbido cuscino, occhi chiusi, rumore del mare di sottofondo, ho capito quanto siamo poco abituati (ormai) a tutto questo. Ogni tanto mi capita di fermarmi a riflettere su me stessa, faccio qualche bilancio, penso a dove sono arrivata e dove voglio andare ma farsi guidare a riflettere su un determinato aspetto della propria vita è diverso.

    Ho riflettuto su quanto sono abituata a vedere il pieno come positivo e il vuoto come negativo, quando così non è. Pieno e vuoto possono essere entrambe le cose.

    Il mio vuoto negativo è, senza ombra di dubbio, la mancanza di mia madre. Un buco difficile da colmare, un vuoto troppo grande. Manca oltre che la presenza tutto il “contorno” fatto di attenzioni, cura, parole, affetto, gesti che nessuno può mai più darmi. Il mio vuoto positivo è stato il dover lasciare il lavoro che mi ha spronato a reinventarmi e a creare quello che ho oggi che mi piace molto di più.

    Riflettendo sul pieno, ho pensato a quanto sono troppo carica di preoccupazioni, responsabilità, ansie verso le persone che amo e quanto a volte mi sento oppressa. Il mio pieno positivo è senz’altro la mia famiglia, le mie figlie, l’amore.

    Perché condividerlo?

    Provo a rendervi partecipi di queste riflessioni, sul pieno e vuoto nella nostra vita, perché magari avete bisogno anche voi di fermarvi un attimo.

    Certo non è la stessa cosa… tramite uno schermo non posso guidarvi con la voce, non riesco a farvi ascoltare il mare. Con questo post non posso farvi toccare oggetti che vi rimandano al pieno e al vuoto o non riesco a condividere alcuni gesti.

    Vorrei però far nascere in voi il desiderio di partecipare ogni tanto a qualcosa del genere perché lo ritengo salutare, fa bene soprattutto al cuore. Voi che ne pensate?

    Vi abbraccio 

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    Photo by Tim Marshall on Unsplash

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