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Io Donna

Addio 2020, difficile ma non da buttare

Addio 2020

Sembrava non volesse finire eppure eccoci qui, ultimo giorno di quest’anno assurdo e particolare. Addio 2020, difficile ma non da buttare.

No, non sono definitivamente impazzita e – immagino – che non troverò tanti consensi ma questo non è mai stata una mia priorità. Non me la sento di buttare via gli ultimi 365 giorni seppure hanno messo anche me a dura prova, mi hanno vista piangere e lamentarmi.

Gli ultimi giorni dell’anno viene istintivo ripercorrere ciò che è stato, ricordare eventi belli e brutti, tirare un pò le somme. Devo dire che, anche il 2020, mi ha dato tanto e insegnato ancora di più.

Addio 2020, difficile ma non da buttare e ti racconto il perchè

Lo ricorderò come l’anno che mi ha messo davanti, senza scampo, ai miei limiti e alle mie paure. Stare tanto tempo chiusa in casa, senza vedere neanche mio padre. Vivere una convivenza forzata con la mia piccola famiglia.

La preoccupazione per la salute fisica ma anche per quella mentale, per le conseguenze che potesse portare tutto ciò alle mie figlie e per la solitudine ancora più radicata in mio padre. L’angoscia nel sapere mio fratello totalmente solo e senza tutele e quella di sentirlo stare male.

L’ansia di vedere mio marito a casa, poche entrate e le medesime uscite (se non di più). Quella di non essere all’altezza, di non riuscire ad essere sostegno per chi amo o una mamma ancora migliore.

La paura fottuta che il virus potesse colpire persone a me care, di come avrei reagito. Ricordo benissimo il giorno in cui ci comunicarono il primo caso nel mio paese. Come quello in cui si ammalò una persona che conoscevo. Ricorderò a vita la scena dei camion militari pieni di bare e quella del Papa solo in una piazza enorme, vuota, silenziosa e sotto la pioggia.

La tristezza che mi assaliva ogni tanto, senza preavviso, nel dover stare lontana da famiglia e amici.

Eppure…

Addio 2020, difficile ma non da buttare perché mi ha insegnato tanto e mi ha lasciato doni stupendi.

La salute (mia e dei miei cari) per me da sempre importantissima, considerato che ho imparato troppo presto – e a mie spese – che senza inutile avere altro. Un aspetto, forse, rivalutato da molti.

Il poter dare ancora una volta la vita, la gioia – e il privilegio – di essere di nuovo mamma. Poter vivere tutto questo assieme alle mie bimbe piene di entusiasmo. Avere l’onore di essere la loro mamma e poter raccogliere tanto amore.

Il tempo, quello lento, di qualità. Senza corse, senza affanni. Tempo non solo per gli altri ma anche per me. Tempo per conoscere ancora meglio le mie figlie e mio marito e capire quanto, spesso, sono (inutilmente) critica nei loro confronti.

Sono riuscita a mantenere fede alla parola guida scelta per quest’anno e ne sono fiera. Me stessa, i miei desideri, i miei sogni e i miei obiettivi sono stati al centro del 2020. Sono grata per il mio lavoro e perché finalmente lo ritengo tale senza paura di giudizi.

L’anno della pandemia mi ha aperto ancora di più gli occhi su chi c’era davvero nella mia vita e chi no. Mi ha fatto crescere tanto, mi ha reso più consapevole di chi sono e cosa voglio, ha trasformato le mie paure in forza.

Ecco perché, nonostante tutto, non lascio quest’anno con amarezza o con quella smania di entrare nel nuovo. Considerato anche il fatto che ho smesso da un pò di credere nel “anno nuovo vita nuova“.

Foto di copertina by Danil Aksenov on Unsplash

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