Non accendo il tablet per scrivere da un bel po’ di giorni e anche adesso mi mancano le forze. Non posso crederci che ho dovuto salutare anche te. Addio zio, mi lasci anche tu.

Addio zio
Photo by Samuel Zeller on Unsplash

Quest’anno mi ero messa d’impegno per far sì che il mese di ottobre mi facesse meno schifo e invece…il mostro ha colpito ancora e in nove mesi ti ha strappato alla vita, ti ha strappato a me e alla tua famiglia.

Perché tu?

Non si augura a nessuno il cancro, non si augura a nessuno di soffrire, non si augura a nessuno di non riuscire a viversi la vecchiaia. Ma perché a te? Perché proprio tu? Tu che non ti sei mai lamentato di niente. Tu sempre con il sorriso. Tu che non volevi dare mai fastidio a nessuno. Tu così delicato, riservato e rispettoso. Tu grande uomo, padre e amico. Tu tanto testardo e tanto generoso. Tu che nessuno mai ha avuto da dir male.

Perché tu? Con tanta gente di merda nel mondo. Stupratori, pedofili, ladri, omicidi. Ecco, non si potrebbe fare una bella “pulizia” così? Tanta sofferenza a chi fa soffrire. Invece no, qui si dice: “s’ n’ vann’ semp’ e megl’!”. Ed è vero.

Come farò senza te?

Continuano a dirmi che sono forte, che ho le spalle dure, che ho due bimbe splendide che mi faranno guardare avanti. È vero. Mi rialzo sempre, mi rialzerò anche questa volta. Ma le cicatrici restano. Ho perso mia madre ed è un dolore lancinante, continuo. Un dolore troppo forte. È vero anche questo. Ma tu eri il mio pezzo di lei qui accanto a me.

Che ne sanno gli altri? Che ne sa la gente del nostro rapporto? Un legame speciale nato da subito. Un rapporto che è andato sempre più rafforzandosi. Che ne sanno di tutti i ricordi di una vita che porto, e porterò, sempre con me?

Delle nostre telefonate quotidiane anche solo di due minuti. Dei nostri pranzi domenicali. Dei tanti Natali trascorsi assieme con la famiglia di papà. Tu eri parte integrante della nostra famiglia. Che ne sanno di quello che facevamo l’uno per l’altra? Perché il bene si fa ma non si dice. E tu eri un maestro in questo.

Che ne sanno tutti di quanto mancherai? Alla gente interessa il pettegolezzo. Interessa il racconto, più è macabro meglio è. Alla gente piace aggiungere pezzi, fanno a gara a chi la spara più grande. Tutti bravi, utili e non si sa come faranno senza di te. Adesso però, adesso che sei morto! Ma la tua voce mi rimbomba nelle orecchie “lasc e parla’”.

Tu e mamma

Eravate pappa e ciccia, la sua scomparsa è stato un duro colpo anche per te. Da quel giorno tu sei stato, ancor di più, un secondo padre per me e mio fratello. Da allora sei stato, ancor di più, un fratello per mio padre.

Dopo sei anni, pappa e ciccia anche in morte. 24 ottobre 2012 lei, 25 ottobre 2018 tu. Una delle tante coincidenze della mia vita. Per sempre uniti adesso. Ancor più soli noi. Mancherai tanto, zio. Non faccio in tempo a rimettermi in piedi, bella dritta, testa alta e petto in fuori che la vita mi bastona e mi costringe in ginocchio.

Addio zio

Tra i tantissimi momenti belli che ho con te, faccio il fermo immagine sulla tua festa di sessant’anni. Una festa a sorpresa organizzata da mio padre. Faccio il fermo immagine, soprattutto, sul tuo viso emozionato e la voce rotta dalla commozione nel leggere la mia dedica. Quel viso lì lo conservo nel cuore, per sempre.

La dedica era questa:

Spero tanto che la sorpresa è riuscita
E, soprattutto, che da te è gradita
Questo è un compleanno da festeggiare
Su 60 candeline devi soffiare
Quanti ricordi affollano la mia mente
Perché tu nella mia vita sei sempre presente
Dal telegramma che quando sono nata hai inviato
Al panda che come primo dono mi hai portato
È tutto a casa a Meta conservato
E non verrà mai buttato
Quanto mi piaceva venire nel tuo lettone a Casa Starita
O ascoltare la musica da un walkman divertita
“Sta riposando gli occhi” nonna Laura mi diceva
E dalle mie incursioni ti proteggeva
Fotografarmi era la tua passione
Sul terrazzo, sulla moto…in ogni occasione
E anche alla mia Prima Comunione
Avevo te come fotografo d’eccezione
Ai miei occhi eri lo zio più bello
Ero gelosa e ti volevo zitello
Mi hai sempre viziata e coccolata
E ancora adesso basta una parola e vengo accontentata
La vita con te non è stata clemente
Eppure tu non ti lamenti mai di niente
Due doni speciali, però, hai ricevuto
I tuoi figli che un po’ anche io ho cresciuto
Roberto il mio fratellino
Sempre educato, silenzioso e carino
E Manu inaspettatamente arrivata
La mia figlia tanto amata
Caro zio c’è una vita da raccontare
Ma la tua riservatezza voglio rispettare
I sentimenti non vanno tutti raccontati
Ma ogni giorno con i fatti dimostrati
Un’ultima cosa voglio dirti
Da solo non devi mai sentirti
Certo chi manca non posso sostituire
Ma che per te ci sarò sempre te lo posso garantire

10 commenti il Addio zio, mi lasci anche tu

  1. Mi dispiace Diana, davvero e tanto tanto tanto. Quel mostro ha colpito tanto anche la mia famiglia, quindi capisco quello che provi, e so di non poter dire o fare nulla di utile. Ma ti sono vicina e ti abbraccio.

  2. Mi dispiace molto, posso solo dirti che in questo post me lo hai fatto conoscere e apprezzare. Sono sicura che rimarrà nel tuo cuore e da lì ti guiderà e ti starà accanto. Un abbraccio

  3. Cavoli, Diana… c’è dentro tutto, rabbia, dolore troppo forte per tirarlo fuori tutto in una volta, incredulità, e le coincidenze che sicuramente hanno un significato. Mi metto accanto a te, anche se invano, e ti ascolto. Lascia stare le spalle forti e grandi, lascia stare che poi ti rialzi. Urla pure, adesso. Ti abbraccio forte.

  4. Ti mando un abbraccio virtuale, non è mai facile capire il cerchio della vita, soprattutto quando ci tocca da vicino. So come ci si sente e so anche che purtroppo è solo il tempo a lenire almeno un po’ questo dolore.

  5. Mi dispiace. Ti capisco, questo ottobre si è portato via anche il mio papà.
    Hai fatto bene a scrivere. È terapeutico.
    Scrivi, parla, lascia che il tuo dolore trovi una forma, sfogati. E cerca di guardare avanti. Vivi anche per chi non c’è più.
    Un abbraccio.

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