Quando diventi di nuovo mamma ti senti più “preparata”, pensi sia tutto più facile. Anche se si parla di allattamento al seno del secondo figlio, immagini sia una passeggiata.

Allattamento al seno

Perfino la scienza afferma questo. Hanno scoperto che la ghiandola mammaria interessata, quella che produce il latte, ricorda di “essere stata incinta”.

Quello che, però, nessuno ti dice è che: può essere anche vero che fisicamente sarà tutto più facile, ma è altrettanto vero che sarà tutto completamente diverso.

Quando è nata Pallina

avevo smesso di allattare Topolina da poco più di un anno e mezzo. Ci tenevo tanto ad allattare e sono andata avanti nonostante qualche difficoltà. Finchè lei, dopo lo svezzamento, non ha iniziato a staccarsi preferendo yogurt e pappe più solide.

Con l’arrivo di Pallina, quindi, ero già sicura di allattare al seno, anzi, volevo riuscire a nutrirla per più tempo. Non ci sarebbe stata l’ansia del “se non basta” o del “se è troppo leggero”. Mi sarei goduta con tranquillità l’allattamento al seno del secondo figlio. Invece non è andata proprio così, non del tutto…

La prima differenza con la quale mi sono dovuta scontrare è stata caratteriale. Topolina era vorace, sempre sveglia. Pallina si era presentata svogliata, si addormentava come si dice qui da noi “ca zizz mmocc’”. Quindi poppate eterne e meno tempo tra una e l’altra con conseguente minor tempo da dedicare alla primogenita e maggiore stress.

Il diverso legame

La cosa che più dispiaceva era di non riuscire ad avere quel rapporto così intimo come con Topolina. Proprio per la sua presenza. Pochi e fugaci momenti occhi negli occhi. Addio a poppate silenziose o a dolci paroline sussurrate.

All’inizio mi sono sentita in colpa nei confronti di Pallina, ma mi ci sarei sentita ugualmente in quelli di Topolina se avessi cercato a tutti i costi di creare maggiore intimità ad ogni poppata momenti solo nostri.

Quindi ho cercato da subito di formare questo bel triangolo equilatero. Per chi non ama la geometria ha la caratteristica di avere angoli e lati uguali.

Curiosità mista a gelosia

La reazione del primogenito è un’altra cosa che non puoi prevedere. Io sono stata abbastanza fortunata con Topolina. Ha mostrato pochi momenti di insofferenza o pura gelosia. Ha accolto la sorellina con molto affetto.

Essendo però una bimba ad alto contatto, ha sempre subito un po’ il momento della poppata. Vedere Pallina attaccata a me per venti/trenta minuti ogni due/tre ore per lei è stato un brutto colpo.

Ricordo, come fosse ieri, le poppate delle 18:00. Erano quelle più difficili. Topolina rientrava alle sedici dal nido e mi voleva tutta per lei. Pallina accusava la leggerezza del mio latte pomeridiano ed era nervosetta.

La scena era: Pallina al seno, Topolina al collo o – nel migliore dei casi – seduta sui miei piedi.

Ci vuole calma

Una cosa posso affermarla con assoluta certezza: l’allattamento al seno ha bisogno di tranquillità. E con questo non intendo a livello sonoro, necessita di tranquillità mentale.

A me è andata scemando. Dopo un mese e mezzo dalla nascita, Pallina, ha iniziato a piangere ininterrottamente. Inconsolabile. Sempre. Giorno e notte. Era diventata un’altra bambina, non la riconoscevo più.

Andai dal pediatra. Facendo le sue valutazioni mi consigliò di darle un’aggiunta di latte formulato a mezzanotte. Ci si aspettava riposasse di più. Non fu così.

Continuava a piangere, dopo una trentina di minuti dalle poppate iniziava e non riuscivo a calmarla. Ho provato di tutto. Poi si addormentava stremata, si svegliava per mangiare e si ricominciava.

Avevo tutti nelle orecchie che mi dicevano “questa creatura ha fame”. Eppure io sapevo che non era così. Il pianto era diverso. Era di dolore. Avevo ragione.

Ritornammo dal pediatra, diagnosticò bruciore di stomaco e prescrisse una terapia farmacologia. Dopo un mese la situazione migliorò.

Il crollo

Era il mese di luglio, di un’estate torridissima, quando ho mollato. L’allattamento al seno del secondo figlio era stato molto più difficile per me. Era passato dalla pigrizia alla sofferenza. Dal bruciore di stomaco ai rigurgiti.

A causa di quest’ultimi, sempre su consiglio del pediatra, Pallina è stata svezzata a cinque mesi. A luglio appunto. Complice il caldo, la merenda era qualcosa di fresco come una frutta o uno yogurt. Dal sesto mese in poi, mattina e notte è passata piano piano solo al latte formulato.
Topolina aveva finito il nido. Io mi portavo addosso tutta la stanchezza di quei mesi, di quei pianti, di quel caldo. Pallina aveva già conosciuto il biberon e quindi è stato un passaggio indolore per entrambe.

Latte crescita Mellin

Latti Mellin

Dopo la nascita, il latte materno è sicuramente il nutrimento perfetto: come raccomanda l’OMS, è la scelta migliore ed esclusiva per i primi 6 mesi di vita e va favorito anche oltre fino a quando mamma e bambino lo desiderano.

Mellin vanta più quarant’anni di ricerca sul latte materno, ma uguale non si riesce a ricreare.

Nel caso in cui non fosse possibile allattare, su indicazione del Pediatra, è possibile offrire al bambino un latte specifico per le sue esigenze di crescita e per la sua fascia d’età.

Mellin offre una gamma completa di latti di proseguimento e latti di crescita e hanno un’importante caratteristica: combinazione esclusiva di prebiotici GOS-FOS in proporzione 9:1, una miscela di galatto-oligosaccaridi (GOS) e di frutto-oligosaccaridi (FOS) che favorisce l’equilibrio della flora intestinale.

I prebiotici, infatti, sono carboidrati non digeribili dall’uomo, che giocano un ruolo importante per promuovere la crescita e l’attività dei batteri buoni del nostro intestino di cui abbiamo bisogno per l’equilibrio della flora intestinale.

La gamma Mellin include:

  • “Latte Crescita 3” adatto a partire dal 12° mese di vita, con l’aggiunta di ferro che contribuisce al normale sviluppo cognitivo. E’ inoltre fonte di calcio e ricco di vitamina D, che contribuiscono al sano sviluppo di ossa e denti, e fornisce un apporto bilanciato di proteine.
  • “Latte Crescita 3 con fibre”, una preziosa fonte di fibre che, seguendo le indicazioni del pediatra, può aiutare ad integrare la dieta giornaliera del bambino da 1 a 3 anni. Oltre ad avere tutte le caratteristiche del Latte Crescita, ogni tazza da 250 ml apporta circa il 30% dell’assunzione adeguata giornaliera di fibre.
  • “Latte Crescita 4”, con calcio e ricco di vitamina D per il sano sviluppo di ossa e denti, adatto al bambino dal 2° al 3° anno di vita.

La mamma è sempre la mamma

Non mi sono mai sentita meno mamma o mamma di serie B per aver fatto un allattamento misto. Mia figlia è una bimba allegra e in salute, il nostro rapporto è ugualmente speciale.

Certo, desideravo un allattamento al seno più lungo ma è andata diversamente e ho imparato a non farmene una colpa.

Su quest’argomento sappiamo essere davvero pessime noi mamme. Come dicevo quando è nata la mia primogenita, credo che sia ben altro che fa di una mamma una brava mamma!

Voi che esperienza avete avuto con l’allattamento?

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