La pazienza, quella vera e santa, non è tra le mie doti. Cerco di imparare, mi sforzo di averne, ma non è una virtù che mi è stata data di default. L’attesa, quella brutta, l’attesa che logora proprio non riesco a sopportarla.

Aspettare
Photo by Vladislav Klapin on Unsplash

Corpo e cuore gridano

Sto cedendo: la voce va e viene, il cuore a volte va a cazzo troppo veloce, la testa è sempre dolente. Nervosismo e lacrime la fanno da padroni. Voglio dormire, addormentarmi e svegliarmi quando l’attesa è finita. Chiudere gli occhi e aprirli quando si ha un quadro finito, chiaro.

Non è resa la mia. Voglio combattere, voglio aiutare, voglio supportare. Ma questo lasso di tempo, questa attesa che logora mi sta sfinendo. Non mi aspetto una vita senza problemi, ma desidero conoscere da cosa difendermi. Non sono perfetta e immune da errori, ma sempre pronta ad ammetterli.

L’attesa che logora, scava, penetra nel profondo, io non riesco a gestirla, non ne colgo la sua natura. Anzi spero termini il prima possibile. Aspettare porta con sé una miriade di emozioni: inquietudine, noia, eccitazione, euforia, preoccupazione e via dicendo. L’attesa è un vero e proprio uragano di emozioni, ed io in questo vortice non so starci.

Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore

è una citazione di Giorgio Faletti, e rispecchia in pieno il mio stato attuale. Brancolo nel buio e il nero non si addice alla primavera. Il senso di colpa, poi, arriva anche lui. Per me stessa ma, soprattutto, per le mie bimbe e per chi mi sta accanto.

Penso più in generale e mi vengono in mente solo cose non troppo piacevoli. Sono poche le attese belle. La gravidanza è una di quelle, eppure non per tutte è così. 

Ditemi che voi avete attese ottime, geniali. Oppure raccontantemi come imparare ad affrontare quelle estenuanti. Mandatemi qualche buona vibrazione…e un po’ di luce ☺️

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