Una giovane donna, una giovanissima mamma, 24 anni, una vita stroncata da un’emorragia cerebrale. Basta un attimo. Una compagna sorridente tolta al suo uomo, una mamma tolta ai suoi cuccioli. Una figlia che lascia la sua famiglia. Famiglie distrutte. Dal dolore, dalla sofferenza, dalla mancanza. Vite che non torneranno mai più come prima.

Basta un attimo
Photo by Daria Shevtsova on Unsplash

È da ieri sera, da quando sono venuta a saperlo, che penso e ripenso. Non è la prima e non sarà l’ultima (purtroppo). In questi ultimi anni quante vite spezzate. Nel mio paese, forse, anche troppe. Conosciute di persona e non, come in questo caso. Mogli, mariti, figli, madri, padri. Quante famiglie con un pezzo mancante. Notizie che non vorresti mai sentire. Tutto vacilla, anche la fede. Ingiustizie. Non se ne capisce il senso.

E allora si ricordano i buoni propositi. Si promette a se stessi di non dimenticare che “basta un attimo”, che come si dice da noi “ca’ s’ mor’”. Ci si impegna a chiamare quell’amica che non sentiamo da tanto. Si dice qualche “ti voglio bene” in più. Un po’ come facciamo con i bimbi a Natale, gli facciamo promettere di fare i bravi. Poi il Natale passa…

I giorni passano e noi dimentichiamo

Ritorniamo alle vecchie abitudini, al “non avere tempo” per vedersi, per parlare, per ascoltare. Diventiamo aridi di parole, di abbracci, di sentimenti. Mettiamo tra le priorità le cose, le case, i soldi. Pensiamo a noi stessi, al nostro bene prima di ogni cosa.

Soprattutto ricominciamo a lamentarci, di questo, di quello, della nostra vita. Ma noi, almeno, una vita l’abbiamo ancora. Seppur sono la prima ad odiare, come già dicevo, la frase “guarda chi sta peggio di te”, in questo caso deve essere da sprono. A non dimenticare.

Finché siamo vivi abbiamo l’opportunità di trasformare la nostra vita e renderla come noi vogliamo. E non è poco. Anche se sono la prima a lamentarmi (troppo spesso ultimamente), voglio concentrarmi su quanto ho di bello nella mia vita.

Basta un attimo per non esserci, ma basta un attimo anche per esserci. Per un sms ad un’amica, un ti amo al marito, un grazie ai propri genitori. Per una telefonata ai nonni, per un sorriso a chi vedi triste, per una carezza ai tuoi figli.

Tutto ciò che ho scritto è risaputo. Forse una lunga lista di luoghi comuni, ma ho bisogno di mettere nero su bianco, oggi. Ho bisogno di ricordare.

14 commenti su “Basta un attimo”

  1. Senti, in quella che temi essere una lista di banalità hai reso i miei occhi lucidi, e la tua frase “Basta un attimo per non esserci, ma basta un attimo anche per esserci” me l’hai incisa addosso.

  2. Che questo tuo pensiero susciti pensieri profondi in chi non immagina che davvero basta un attimo e che poi serve una vita per riprenderti. Un abbraccio a chi ci è passato, come me.

  3. Quanto è vero e profondo quello che hai saputo mettere nero su bianco……e sono d’accordo che ……..mancando un pezzo importante …. una vita non ti basta per riprenderti…..nonostante tutti i “tesori” in essa contenuti …..la fede vacilla ….

  4. Diana da credente penso che la vita sia solo una prova, nient’altro.
    Una prova di cui fanno parte anche tutte le altre prove: la morte di una persona cara, una malattia, una tristezza e la felicità.
    Persino le cose belle possono essere una prova.
    Come dici tu però spesso ce lo dimentichiamo e ci facciamo prendere (troppo) da cose che non sono prioritarie, dimenticando invece le priorità vere.
    Ci vuole uno sforzo grandissimo per essere sempre vigili e ricordarsi che siamo stati creati e prima o poi torneremo al nostro Creatore.
    L’importante è il “come” : )
    Ti abbraccio forte!

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