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Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Tra gli argomenti di maggiore discussione, tra quelli più “studiati” e tra quelli che mettono più a dura prova una famiglia c’è “come insegnare ai bambini a dormire da soli” senza tre miliardi di favole, ninne e incursioni notturne nel lettone.

Come sempre ci sono varie linee di pensiero, varie teorie e altrettante pratiche per riuscire in questo intento. E proprio per questo motivo molte volte noi genitori non sappiamo a chi credere e ci affidiamo alla nostra esperienza o di nostro “cugggino” o – al massimo – chiediamo consiglio al pediatra.

Per me è sempre stato un tasto dolente soprattutto con Topolina, la mia prima figlia ad altissimo contatto. Chi mi legge dall’inizio lo sa. Ad oggi, 6enne, la sera vuole me accanto al lettino a leggere una storia e nella notte (al primo suo risveglio) corre nel lettone. Io, di contro, non ho mai avuto la forza e la costanza di riportarla nella sua cameretta. Nonostante i tremila libri e articoli letti sull’argomento.

Ora ho detto basta, è giusto – nonché mio compito – insegnarle ad essere autonoma anche in questo. Chiaramente la segue a ruota Pallina soprattutto in previsione del fatto che tra qualche mese nascerà la sorellina.

Come insegnare ai bambini a dormire da soli? Affidandosi a professionisti

Si, hai letto bene. Qualora non si riesce in questo arduo compito, non c’è bisogno di disperarsi o di sacrificare il sonno di una famiglia intera. Non sentiamoci sbagliati o falliti e chiediamo aiuto a chi ha studiato per questo.

Io ho scelto le consulenti del sonno (e mamme) di Piccolo Ghiro, Valentina e Chiara che dopo aver vissuto questo grande cambiamento sulla loro pelle, hanno avuto voglia di urlare al mondo: c’è una soluzione per i problemi di sonno di tutte le famiglie!  

Valentina Gavazzi, mamma della raggiante Maya è una psicologa psicoterapeuta, specializzata in problematiche del sonno infantile. Ha completato la sua formazione in Italia e ha in seguito approfondito le sue conoscenze sul sonno infantile con metodi americani e canadesi.

Chiara Donvito, mamma di una piccola chiacchierona di nome Diana è una consulente per il sonno dei bambini che ha completato la propria formazione in Canada. Ha poi approfondito le sue conoscenze studiando altre strategie americane ed italiane per aiutare i bambini e le famiglie con problemi di sonno.

Partiamo dalla teoria, le basi

Dormire in sicurezza per un neonato dai 0-3 mesi: Sulla schiena, piedini che toccano il fondo della culla/carrozzina, no a materassi morbidi/cuscini/peluche grandi, no al fumo passivo, non coprire troppo i bambini (temperatura ideale è tra i 18°/20°). Si al sacco nanna e al ciuccio da un 1 a 12 mesi.

Dare importanza all’esogestazione: per nove mesi nostro figlio si è sentito contenuto, mangiava e beveva quando voleva, non aveva bisogni, dormiva in movimento anche con rumori. Quindi bisogna, nei primi tre mesi, riprodurre quanto più possibile l’ambiente del pancione. Si alla fascia e al sacco nanna, si a cullarlo e tenerlo in braccio, non c’è bisogno del totale silenzio.

Capire il pianto: perché lui non sa di cosa ha bisogno e non sa come soddisfare il suo bisogno. Prima associazione errata che facciamo sempre è sonno/fame/seno. Non sempre i neonati piangono perché hanno fame e non bisogna farli addormentare al seno. Ad un mese riescono a mantenere 30/45 minuti di veglia, dormono per due ore, e resistono fino a 3/4 ore digiuni (da 6 mesi e 6 kg arrivano a mantenere le 12 ore di digiuno).

Photo by Brytny.com on Unsplash

Come si soddisfano i bisogni di un bambino?

Bisogna, innanzitutto, rispettare l’età del bimbo e le diverse esigenze.

Da 0 a 3mesi:

  • addormentare in braccio, cullato, contenuto. Non farlo addormentare al seno. 
  • Una volta addormentato metterlo in un posto sicuro per lui come il lettino, la culla o la carrozzina. 
  • Non è importante durante il giorno stare al buio ma la notte si per insegnarli il ritmo circadiano.
  • Introduzione di una routine prima della nanna da subito, affinché il bambino sappia che la nanna si sta avvicinando.

Dai 4 mesi in su: 

  • Il neonato inizia a capire che è un individuo a sé,  cambia anche i suoi bisogni e inizia a voler sviluppare delle piccole autonomie. 
  • Se si addormenta in braccio nei microrisvegli vorrà riaddormentarsi esattamente nello stesso modo. Non saprà dunque come fare per addormentarsi da solo e richiederà sempre il nostro intervento.
  • Anticipare il sonno. Un bambino troppo stanco faticherà ad addormentarsi e se si supera il periodo di veglia che può tollerare per la sua età diventerà agitato o iper attivo. 
  • L’orario ideale per la messa a letto è tra le 18:30 e le 20 perché l’organismo ha un picco di melatonina.
  • I microrisvegli notturni sono fisiologici ma si può insegnare ai bambini a gestirli autonomamente. Bastano 3/4 notti.

Ricordiamoci che: un bambino che ha dormito bene si sveglia allegro e nella prima ora non mostra segni di stanchezza. Meno dorme e più andrà a letto tardi e più si sveglierà presto.

Dalla teoria alla pratica 

Molte volte non è il sapere che manca, ma le strategie per metterle in pratica. La teoria è uguale per tutti, bisogna poi trovare il modo giusto e adatto alla propria famiglia per passare alla pratica.

Ed ecco che entrano in azione professioniste come Valentina e Chiara. Loro ascoltano tanto e fanno molte domande: sul carattere dei bambini, sulle esigenze e gli obiettivi dei genitori. Cosa importante assecondano quella che chiamano “ecologia della famiglia” cioè non vanno a stravolgere tutto per poter mettere in atto le loro proposte. Propongono più piani di azione e si decide insieme alla famiglia le strategie da mettere in atto per raggiungere gli obiettivi in due settimane, affinché tutti possano sentirsi a proprio agio.

Affiancano e sostengono continuamente e regolarmente tutta la famiglia creando e cercando metodi personalizzati.

Come insegnare ai bambini a dormire da soli? La mia esperienza 

Ho iniziato sabato scorso il mio percorso con loro, sono ormai 10 giorni e la situazione sonno e risvegli notturni è nettamente cambiata. Ho ancora da seguire l’ultima parte della strategia ma posso ritenermi soddisfatta.

Chiaramente quando si fa una scelta del genere bisogna essere pronti prima noi genitori. 

Se posso darti un consiglio, qualora hai come me problemini del genere, prenota una telefonata informativa totalmente gratuita di 30 minuti nella quale loro analizzeranno la tua situazione e ti daranno delle prime informazioni sui bisogni di sonno del bambino. Visita il sito www.piccologhiro.it e scopri come possono aiutarti.

Come dicono le Chiara e Valentina: dormite bene, per crescere meglio!

Buon sonno a tutti!

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