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Io Donna, Io Mamma

Dove riassortiscono la pazienza?

Dove riassortiscono la pazienza

Dove riassortiscono la pazienza? Eh no, non chiedo per un’amica. Sono andata in esaurimento scorte e non posso permettermelo.

Pensavo che con la fine del lockdown la situazione sarebbe migliorata. Credevo che uscendo un minimo e non vivendo più, esclusivamente, in quattro mura mi sarei ricaricata piano piano. Ero certa che rivedere i miei cari mi avrebbe fatto bene. E invece…

chiedo: dove riassortiscono la pazienza?

Non sono mai stata una che ha avuto come pregio la pazienza, l’ho sempre detto. Mi accorgo, però, in questo periodo di essere ai minimi storici. Non sopporto niente e nessuno per essere proprio spiccia.

Mi rendo conto di essere insofferente a tante cose. Mi urta dover essere cordiale con chi non lo è con me. Mi scoccia tenere in piedi conversazioni di cui non mi interessa nulla e con chi mi importa ancora meno. Non ho più la pazienza per tutto.

Sono stanca di fare “primi passi”, di aspettare, di capire sempre tutti. Mi annoia ascoltare pettegolezzi e cattiverie. Mi infastidisce chi parla solo senza fare. Non ho le forze per confronti, scontri, chiarimenti. Non ho più la pazienza di sorridere sempre, a prescindere.

Mi girano ad elica quando devo “portare rispetto” laddove non lo si merita. Mi infastidisce la non reciprocità nei rapporti. Non voglio più gente accanto che non si interessa a ciò che faccio/sogno e non mi incoraggia. Non ho più la pazienza per sopportare invidie.

Quindi: dove riassortiscono la pazienza? Perché forse dovrei averne leggermente in più. Per non passare per antipatica, esaurita, scortese.

E poi ci sono le bimbe…

Chiaramente, il tutto si ripercuote anche su di loro e mi sento in colpa. Che poi, dicendola tutta, ci mettono del loro per far si che vadano scemando gli ultimi residui.

Mi sembra di dover ripetere sempre gli stessi concetti che non vengono mai assimilati. Mi ripropongo di non gridare e poi lo faccio. Mi accorgo che la quarantena ha avuto effetti negativi anche su di loro.

Sono sempre ipercritica con me stessa nel ruolo di madre, sempre lì ad analizzarmi. Dove riassortiscono la pazienza? Perché devo ricaricarmi soprattutto per loro. La meritano. Lo merito.

Sono solo io messa così? Si accettano consigli… e intanto ti lascio una bella poesia di Rainer Maria Rilke

Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare alla luce …
Maturare come un albero
che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste
di primavera, e non teme che non possa arrivare l’estate.
Eccome se arriva!
Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l’eternità,
spensierato, tranquillo e aperto
Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.
Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.
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