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Essere genitori ai tempi del Covid19

Essere genitori ai tempi del Covid19

Essere genitori ai tempi del Covid19 è ancora più difficile. Siamo tutto e niente ma forse, finalmente, abbiamo conquistato un pò di autostima…e stima.

Rifletto e mi interrogo molto sul ruolo che abbiamo noi genitori in questo momento storico. Essere genitori non è mai semplice, com’è che si dice? “È il mestiere più difficile del mondo” e quando il mondo ti chiude nelle quattro mura di casa lo è ancora di più.

È un ruolo molto criticato e giudicato. Non credo sia una questione generazionale, immagino che anche i nostri genitori venivano spesso contestati da chi lo era prima di loro. Penso che anch’essi si sono sentiti dire di essere “troppo morbidi e poco severi“, di “far passare troppi sfizi“; anche a loro avranno dato millesima consigli non richiesti e giudizi che hanno ferito.

Essere genitori ai tempi del Covid19: da maestri a psicologi ad architetti

Oggi ci ritroviamo ad avere ancora più responsabilità sulle nostre esili schiene. Se penso a prima di tutto questo, a quando ci chiamavano “multitasking”… beh, mi viene da sorridere e mi sembra – a confronto – una passeggiata di salute.

Da quando (ormai 42 giorni fa), a causa del coronavirus, ci hanno chiusi in casa tutto è cambiato anche il ruolo di noi genitori. La scuola, le attività extra-scolastiche, i giochi. Tutto deve essere fatto con noi o tramite noi. È tosta.

Non che prima non seguivamo i nostri figli ma adesso la situazione è totalizzante. Per quanto la santa tecnologia ci viene in supporto e ci fa sentite meno isolati, siamo comunque noi a dover subentrare tutti i giorni dove un freddo schermo non può arrivare.

Ci siamo ritrovati catapultati anche in altri ruoli: ci trasformiamo in maestri e insegniamo loro a scrivere, a colorare, a ritagliare, a leggere. Magicamente diventiamo insegnati di ballo e ci attrezziamo per creare percorsi o semplicemente li seguiamo con entusiasmo. Poi mutiamo ancora in grandi architetti e con quello che abbiamo in casa costruiamo di tutto. Siamo catechisti e preti, portando loro la storia di Gesù, educandoli alla fede e facendo capire loro che tanto astratta non è. Infine, nel silenzio della sera e nel calduccio del letto, siamo psicologi e ascoltiamo le loro tristezze.

Essere genitori ai tempi del Covid19

A casa mia con due bambine di 3 e 5 anni

Porto l’esempio di casa mia, ma so che ci sono milioni di storie diverse che, se vi va, mi piacerebbe ascoltare. Noi siamo in 4: mio marito geometra che cerca di far qualcosa da casa, io che cerco di ritagliarmi il tempo per scrivere, Topolina e Pallina che hanno due videochiamate a settimana con le maestre, schede e lavoretti consigliati, scuola di musical tramite lezioni registrate.

Io ed Enzo dobbiamo, per forza di cose alternarci, metterci entrambi al computer è impensabile. Al mattino lui lavora ed io sto con le bambine, faccio fare loro le schede e cerco di trovare altre attività per farle esercitare, imparare qualche poesia. Al pomeriggio io sono al pc e lui fa qualche lavoretto con loro, che ha più pazienza di me. Poi ci sono le videochiamate con le maestre oppure ci si “allena” con i video che ci manda la scuola di musical e danza.

Sono piccole e da sole fanno davvero poco e poi hanno bisogno di essere incoraggiate, consolate. Passiamo dal ridere e ballare come delle scatenate ad asciugare grossi lacrimoni che bagnano quei bei visini.

I pro e i contro

Spesso mi sento avvilita, in colpa, annullata. Annullata perché quel pò di tempo per me che, a fatica, avevo conquistato è totalmente azzerato. Avvilita perché non vedo una fine, una luce fuori a questo brutto tunnel.

In colpa. Qui ci sarebbe da scrivere un articolo a parte. Quanto siamo bravi noi genitori con i sensi di colpa, siamo campioni. Ora – forse – ancor di più. Ci ritroviamo a ricoprire tutti questi ruoli senza averne le competenze e sembra di togliere altro ai nostri figli. Ci sentiamo in colpa (anche se non ne abbiamo) ogni qual volta scoppiano in un pianto disperato, quando chiedono di vedere i nonni, le maestre, gli amichetti, di andare al parco o al mare.

Eppure ci sono delle grandi cose che ci sta regalando questo tempo. Essere genitori ai tempi del Covid19 ci sta donando un rapporto con i nostri figli ancora più speciale, sta creando famiglie ancora più strette e unite. Ci sta facendo capire che siamo disposti a tutto pur di far star bene i nostri piccoli. Autostima… e probabilmente più stima da parte degli altri.

Prima dicevo che la mia storia può essere uguale a tante altre, ma ce ne sono tante altre diverse. Come dicevo su Instagram ci ritroviamo nella stessa tempesta ma ognuno ha la propria “barca”.

E anche le emozioni, belle e brutte che siano, sono diverse per ognuno di noi.

Qual è la vostra storia? Com è per voi essere genitori ai tempi del Covid19? Se vi va, sono qui per ascoltarvi e confrontarci.

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