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Fase 2: per noi è cambiato poco

Fase 2: per noi è cambiato poco

È trascorsa la prima settimana dalla fine della fase 1 e piano piano si sta tentando di ripartire. Eppure, pensandoci, con la fase 2 per noi è cambiato poco.

Vivo in Campania, in Penisola Sorrentina, e qui le misure restrittive sono state da subito rigide. Devo dire che ho, in questa pandemia, condiviso la scelta del nostro Governatore e dei nostri Sindaci.

Non perché, come più volte letto o ascoltato, siamo un popolo di nullafacenti e neanche perché siamo indisciplinati. Semplicemente perché, sin dall’inizio, si capiva che era l’unica alternativa possibile da mettere in atto nell’immediato.

È logico che questo ha portato, e porterà, altre conseguenze poco piacevoli: niente lavoro, niente soldi, spese fisse che non si riescono a coprire, stati d’animo ai minimi storici. È come quando si cura un brutto male con dei medicinali che però ti portano altri e diversi danni all’organismo. Ho paragonato a questo la quarantena.

Fase 2: per noi è cambiato poco e ti spiego perché

Da lunedì scorso il Paese ha riaperto qualcosa, ci è stato concesso di rivedere i congiunti, tutto mantenendo le dovute distanze e i dispositivi come mascherine e guanti.

Io ho scelto di andarci cauta. Mio marito solo da ieri è rientrato a pieno ritmo in ufficio ed io, con le bimbe, sono uscita due volte (di cui una solo per andare a fare il vaccino). Le emozioni che ho provato all’inizio di tutto questo non le ho dimenticate.

Scelgo di andarci con calma per gli stessi motivi che mi hanno tenuta con convinzione chiusa in casa. Affronto la fase due con ancor maggiore cautela se possibile. Cerco di spiegarti perché:

  • Paura. Si, ho paura. Ho vissuto già troppe volte la terapia intensiva e la rianimazione e ho salutato per sempre persone che amo con tutta me stessa da lì dentro. Mia madre la chiamava “l’anticamera della morte” non lo dimenticherò mai. Quindi si, ho paura. Il timore aumenta perché si conosce poco e niente il virus e si dice tutto e il contrario di tutto, perché si va a tentativi e la teoria discosta dalla pratica.
  • Protezione e prudenza. Ho un padre che è considerato tra quelli ad alto rischio, con lui il Cotugno e la polmonite atipica l’abbiamo già conosciuta due anni fa. Un nonno che può vedere le sue nipotine solo all’aperto, non spesso e mai senza mascherine. Ho due bimbe piccole che sono la mia vita e che devo tutelare in tutti i modi possibili. Quindi si, piano piano usciamo ma con tanta prudenza. Aspetto di vedere come si evolve la situazione.
  • Buon senso. Questo sconosciuto il più delle volte. È logico che anche io vorrei ritornare già da domani alla mia vecchia vita, che le bimbe vorrebbe uscire tranquillamente e andare al mare, al parco, dagli amichetti. Ma se c’è una cosa che ci ha dovuto insegnare il covid19 è proprio che non esiste un “io”, non può essere messo sempre davanti il bisogno di un singolo.

Darla vinta alla paura a scapito della vita

No, io non la dò vinta a nessuna e la mia vita voglio viverla a pieno. Al pieno delle possibilità e non con tremila limitazioni. Per te la fase 2 è vivere? Per me no. E allora aspetto.

Per me far piangere Pallina perché non posso permetterle di correre in braccio al suo nonno equivale a tenerla in casa. Le faccio del male in egual modo. Portare Topolina in piazza ma impedirle di avvicinarsi ad altri bambini è crudele tanto quanto stare in quattro mura o sul tetto. E allora aspetto.

C’è un detto della mia terra che dice “chi poi ten car ten” (chi ha poco, quel poco che ha se lo tiene stretto) e rispecchia in pieno il mio stato.

Io, nel frattempo, attendo i risultati dei primi quindici giorni di apertura. Fino al 18, 19 maggio continuo così: poche uscite e mai in luoghi affollati, un saluto fugace a qualche cuginetta per strada o dai balconi. Continuo a fare io pizza e pane, a cercare di risparmiare il più possibile, ad impegnarmi con le mie bimbe per farle stare serene.

Fase 2: per noi è cambiato poco
Photo by Ron Smith on Unsplash

Intanto prego e mi aggrappo ad un soffione lasciando volare libere nell’aria le mie speranze e le mie paure.

Tu come stai vivendo questa nuova fase? È cambiato qualcosa per te?

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