Anche un dolore per loro accantoni

Tiri indietro le lacrime, sfoggi un sorriso rassicurante e scacci la malinconia a suon di canzoncine. I figli fanno guardare avanti. Anche quando perdi qualcuno a te caro.

Guardare avanti

Non so se è giusto o sbagliato non far vedere ai propri figli che si sta male. Ultimamente non so quasi niente. In materia “mamma” mi sento impreparata a sto giro. So per certo, però, che mia figlia treenne non vuole vedermi star male.

Anche piangere lo fai in solitudine

Ti rifugi sotto le coperte, quando tutti dormono. Oppure in bagno, sotto la doccia, quando di là si riempiono gli ultimi instanti della giornata con la lettura delle favole. E tiri fuori tutto quello che hai dentro.

Il dolore, la rabbia, la nostalgia, la tristezza.

Dopo dodici ore che stai da sola con le tue figlie. Dopo che ti sei presa la responsabilità di un’ altra giornata. Anche piangere la perdita dell’unica nonna che ti era rimasta, lo fai in solitudine.

Lo show deve continuare

Già è difficile spiegare ad un bambino perché le persone muoiono. Far vivere loro anche la sofferenza annessa non lo trovo giusto. I figli fanno guardare avanti. Loro ti fanno apprezzare, ancora di più, il singolo giorno. Il presente. Ora e adesso. 

Nel vocabolario dei bambini non c’è la parola “fine”. Vanno avanti come dei treni. Non smetterebbero mai di giocare, cantare, colorare. Danno grande importanza a ciò che li fa stare bene. Ed io vorrei imparare da loro.

È il cuore che fotte

Una volta il mio pediatra, e amico, mi disse:”Diana, non è tanto quello che dici…ma quello che trasmetti!”.

È quello. È il cuore che fotte. Per quanto tu possa mostrarti la mamma di sempre, per quanto tu possa ridere e scherzare, quello che senti i figli lo avvertono. Dai tuoi occhi, dai tuoi battiti.

Questa incongruenza è destabilizzante. E allora non sai come comportarti.

 

 

Photo by Nine Köpfer on Unsplash

8 comments on “I figli fanno guardare avanti”

  1. Bellissimo articolo. È vero quello che dici!
    Mia figlia di 8 anni sente e mi dice quello che ho dentro al cuore ed è grazie a lei che ho iniziato un percorso di consapevolezza e di voler amarsi e star bene.
    Se stiamo bene noi, stanno bene anche i nostri figli. Non bisogna aver paura di mascherare le nostre emozioni, tanto in qualche maniera verrano a galla. Partire da noi stesse e scoprire la propria strada sarà il nostro successo!

    • Sono d’accordo con te. Io, a volte, cerco di “proteggere” i suoi tre anni. Ma, molte volte, sono solo io a vederla “piccola” per certe cose.
      Grazie

  2. Mi hai stretto il cuore. Per quel senso di solitudine tagliente delle mamme, per la forza nel cercare di proteggere i figli. Come sai sono cose su cui mi interrogo molto, avevo sempre scelto la strada dell’autenticità, coi figli, e poi tutta la storia con Sarah mi ha fatto ripensare: forse bisogna filtrare un po’, fare piccoli bocconi per le loro piccole bocche, anche se hanno il cuore grande più del nostro. Che bella quella cosa che dici, che loro sono attaccati alla vita, forse anche attaccati “dalla” vita, e vanno a cercarsi e prendersi ciò che li fa stare bene. Hanno una velocità che a noi non appartiene più. Credo che idealmente sia giusto mostrare le proprie ferite e dolori, ma insieme a una grande fiducia e pace, che li rassicuri che la vita ha momenti difficili, ma che passano. (Anche se è difficile.)

  3. Sono d’accordo con il tuo pediatra, Diana. Anche se cerchi di non mostrare i tuoi sentimenti loro li percepiscono. E, se posso dire, è destabilizzante per loro vederti sorridente e sentire che in realtà stai male. Pensaci 😘

    • Si, Marta! Lo so che è così, ma ti giuro che è difficile (come il più delle volte) scegliere cosa è meglio per loro. O comunque optare per il male minore.
      Io cerco di fare del mio meglio.
      Grazie mille 😘

        • Ma no, scusami tu se ti sono sembrata “accusatoria”. Non era mia intenzione. Mi fa sempre piacere rapportarmi con le altre mamme, di bimbe coetanee poi ancor di più.
          Ho piacere nell’ascoltare altri punti di vista e di mamme che stimo, come te!

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