I bambini litigano. I fratelli litigano. Spesso. Per un gioco, per un dispetto, per stare a centro dell’attenzione. Noi adulti li viviamo male, quasi sempre, eppure i litigi tra bambini sono un’occasione di crescita.

Litigi tra bambini
Photo by Zhen Hu on Unsplash

La settimana scorsa Topolina ha litigato, per delle bambole, con un’amichetta nonché sua compagna di scuola. Mi ci son voluti sette giorni per smaltire. Non ha utilizzato solo le parole ma le ha dato dei pizzicotti, ed è stato questo a farmi sobbalzare e irritare.

Topolina e Pallina

Tra di loro non sono veri e propri litigi o, comunque, io non li vivo come tali. La piccolina è pressante, vuole fare e ottenere tutto quello che fa o ha la grande. È normale. Topolina con lei ha una pazienza di Giobbe e la “giustifica” spesso dicendo che “è piccola”.

Arrivano, a volte, anche alle mani – o meglio – Pallina usa le mani su Topolina. È piccola, appunto. Non  sa spiegarsi. Io, invece, sto a spiegarle mille volte che non si fa.

Dal punto di vista dei bambini

Come vi dicevo prima, per i bambini litigare è fisiologico. È un meccanismo naturale. I loro bisticci durano pochi minuti e poi ritornano a giocare assieme, tranquillamente. Hanno una capacità innata di far pace e, prima dei sei anni, non provano sentimenti come rancore o vendetta.

Ovviamente nei scontri tra di loro è presente molta fisicità perché non hanno, ancora, quella capacità di poter gestire la situazione verbalmente.  Sicuramente i litigi tra bambini sono un’occasione di crescita.

Dal punto di vista degli adulti

Noi adulti, invece, viviamo male i litigi. Vorremmo che trovino subito un accordo, che condividano le loro cose con tutti. Cerchiamo di mediare perché “è giusto”. Siamo abituati a vedere i litigi come una nota negativa, una mancanza di equilibrio e armonia.

Più volte, se ripenso a quest’estate, sono rimasta impietrita nel sentire etichettare un bambino come “cattivo” per un banale litigio. O cercare un “colpevole” con la tipica domanda “chi ha cominciato?”. Per non parlare di quei genitori che intervengono anche se non ce n’è bisogno.

Qualche spunto

Chi mi segue da un po’ sa che sono una mamma che “studia”, che si informa, che cerca di migliorarsi ogni giorno. Soprattutto quando mi ritrovo in situazioni nuove, cerco, leggo… Vi lascio questo testo che ho letto su un libro per i bambini dell’età di Topolina, quattro anni.

I comportamenti dei bambini, più di quelli degli adulti, sono un’immediata conseguenza dei loro stati d’animo, perché i piccoli possiedono una minore capacità di controllo. A fronte di certi comportamenti “maleducati” non è utile intervenire immediatamente (a meno che non si tratti di un atto di violenza da reprimere) ma meglio aspettare che il piccolo riacquisti il controllo di sé.

A quattro anni gli sbalzi d’umore e le esplosioni improvvise di collera sono frequenti. Alcuni bambini di questa età ogni tanto si comportano da piccoli despoti, sbraitano e si arrabbiano non appena qualcosa non va come loro se l’aspettano. Ciò dipende dal fatto che l’acquisizione tumultuosa dell’autonomia inevitabilmente comporta una “rivoluzione” nella personalità del piccolo, con i relativi eccessi e tensioni. Anche bambini fino a quest’età tranquillissimi possono avvertire, attorno ai quattro anni, una forte tensione che li fa reagire con comportamenti nuovi e plateali.

A quest’età i bambini possono avere comportamenti aggressivi, come picchiare i coetanei, tirare i capelli alla mamma o fare dispetti ai fratelli o alla babysitter; a volte nelle crisi di collera, danno pugni, calci e morsi. Gli psicologi spiegano che questi comportamenti non sono da intendersi come manifestazioni della distruttività del bambino, quanto espressione dei suoi eccessi di onnipotenza o di un momento difficile nel delicato processo di separazione dalla madre.”

Le mie conclusioni

Non mi va di evitare che le mie figlie litigano tra di loro, o con gli altri. Ci sta. E devono vedersela tra di loro. Chiaramente intervengo qualora usano le mani. Infatti Topolina, dopo averle parlato, è andata in punizione per un giorno intero.

Continuerò a ricordare loro che si usa la parola ma so anche che litigheranno tante altre volte. Perché sono bambine e i bambini litigano. Imparano a crescere e a saper gestire le relazioni con gli altri. Nè  più nè meno.

Voi come vi ponete di fronte ai litigi tra bambini?

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