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Io Donna

La mia estate 2020 in tre parole

La mia estate 2020 in tre parole

Eh si, è arrivato l’autunno – anche metereologicamente parlando – e, con la mente, ripercorro gli ultimi quattro mesi. La mia estate 2020 in tre parole.

Sono due mesi che non scrivo, mi sono presa una lunga pausa dalle parole. Ci sono stati un bel pò di cambiamenti nella mia vita personale e familiare, avevo il bisogno (e il diritto) di metabolizzare. Cambiamenti di cui ti parlerò presto.

Ora vorrei rivivere con te la mia estate, raccontarti come l’ho vissuta e le emozioni che ho provato. Ora vorrei confrontarmi con te e tirare fuori quanti più spunti di riflessione.

La mia estate 2020 in tre parole

Se ripenso alla mia estate ci sono tre parole che si ripresentano spesso e che, decisamente, rappresentano ciò che sono stati i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Sono: paura, meraviglia, grazie.

Tre parole che mi hanno accompagnata, che forse mi accompagnano ancora. Tre parole che descrivono bene quello che ho provato ogni singolo giorno di questa strana estate, di questo assurdo anno.

Paura

Perché paura? Per tante cose… in primis il timore di non riuscire a vivermela l’estate, di ritrovarmi di nuovo chiusa in casa e sul nostro terrazzo. Di non potermi vivere il tanto amato mare, che sottostare a così tante restrizioni mi avrebbe solo stressato.

Ricorderò sempre il primo giorno di mare 2020, la paura di non riuscire a contenere le bimbe, quella di stare “troppo” vicina agli altri, quella di poter (poi) essere un pericolo per mio padre. Il timore di non aver visto ancora per tanto amici e parenti o quello di sapere, di nuovo, mio fratello da solo al nord.

Paura, soprattutto, per le mie bimbe. Avrebbero saputo gestire il nuovo modo di vivere? Avrebbero accettato senza ribellarsi tutto ciò che imponevo loro? Più di ogni altra cosa, ne sarebbero uscite indenni?

Meraviglia

Un dono che mi ha fatto la pandemia è proprio quello di riscoprire la meraviglia. Ritornare un pò bambina con gli occhi sgranati e il cuore che scalpita. Guardare con occhi diversi quello che avevo iniziato a dare per scontato.

Il mare, il tramonto, una passeggiata, la mia amica, la mia famiglia. Mangiare in un ristorante, andare in barca o ad una piccola festa. Osservare le bimbe correre e ridere.

La meraviglia di guardarsi negli occhi con mio marito e dire “forza, ce l’abbiamo fatta e ce la faremo anche stavolta“. La meraviglia nel vedere che la vita va avanti, sempre e comunque, e ti sorprende quando meno te lo aspetti.

La mia estate 2020 in tre parole include lo stupore di quanto sono (lo siamo tutti) adattabile, di quanta forza viene fuori quando non si ha altra scelta.

Grazie

Come non ringraziare! In questi mesi è una parola che ho detto tantissime volte. I motivi sono molteplici, tanti quanti per la paura. Una parola leggermente sottovalutata, soprattutto da chi come me è sempre ipercritica.

Grazie perché non mi sono fermata, perché ho continuato (imperterrita) a seguire e perseguire i miei obiettivi. Grazie per la docilità delle mie figlie e anche per le loro monellerie. Grazie perché io e mio marito abbiamo costruito e non distrutto. Dico grazie perché ho la fortuna di vivere al mare.

Ringrazio, con tutta me stessa, per la salute dei miei cari. Per quello che siamo gli uni per gli altri.

La mia estate 2020 in tre parole, e la tua?

Tu come hai vissuto questi mesi? Quali sono state le emozioni che hanno prevalso? Raccontami…

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