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Io Mamma

La mia terza gravidanza: il bello e il brutto

La mia terza gravidanza: il bello e il brutto

Questi mesi sono volati, forse ancor più velocemente del solito. Sembra ieri che si insinuava il dubbio nella mia mente che potessi essere incinta e già manca poco per conoscere la mia bimba. Ti racconto un po’ la mia terza gravidanza: il bello e il brutto.

Come ti ho già detto è stata una notizia bella ma inaspettata, i primi mesi sono trascorsi un po’ tra incredulità e paura poi tutto è cambiato con l’aver dato la notizia alle bimbe.

La mia terza gravidanza: il bello

La lieta novella è già di per sé il bello di tutto questo. Desideravo tre figli ma la paura di non farcela, di non avere una mamma che mi supportasse e, infine, di questo anno già difficile di suo mi aveva fatto sempre desistere. 

E poi è stupendo sentir crescere una nuova vita dentro di me, muoversi, vedere il mio corpo che cambia. Con questa gravidanza ho avvertito prestissimo i movimenti (sarà anche perché la monella non sta ferma n’attimo), quelle bollicine di cui tutti parlano. 

Un altro aspetto meraviglioso sta nel godermi Topolina e Pallina che si rapportano con il pancione, con me incinta, con la sorellina che sentono così presente. Le loro coccole, i loro baci al pancione, il loro chiacchierare con la nuova arrivata. Mi piace che vogliano essere così partecipi.

Il bello è che, nonostante, sia la terza gravidanza è sempre nuovo e diverso (nel bene e nel male). Sono diversa io e sono diverse le persone che si rapportano con me in questa condizione.

Il pieno di bacini

La mia terza gravidanza: il brutto

Non è stata una passeggiata questo giro di panza per me che, di solito, trovo i nove mesi come uno stato di grazia. Sarà che ogni gravidanza è a sé, sarà che sono diversamente giovane ma ho avuto qualche problemino in più.

Niente di serio, ringraziando Dio, quindi tutto sopportabile seppur fastidioso. L’insonnia è la cosa forse che più mi ha provato, notti intere con occhi sbarrati a veder arrivare l’alba. Iniziare la giornata, con due bambine a casa, già stanca morta. 

Il bruciore di stomaco e la stanchezza gli altri due elementi poco piacevoli. I pancioni che accompagnano le mie gravidanze sono sempre (leggermente) smisurati in confronto al mio corpo e questa volta mi ha portato a sentirmi sovraccarica.

Tra gli aspetti brutti c’è, sicuramente, la pandemia e questo senso di incertezza totale. Non poter programmare nulla, non poter vedere nessuno. Ci sono persone che non mi hanno visto (e credo non mi vedranno) con il pancione. Non sono ancora uscita per comprare qualcosa. 

L’ansia e la paura è rimasta anche se ho deciso di non pensarci fino a febbraio. Inutile arrovellarmi il cervello da ora su “come farò?”, “ce la farò?”, “e se le avrò ancora tutte a casa, riuscirò a seguirle?”. Sono, ormai, abituata a stare sola tutto il giorno. Ho forza di volontà e testardaggine da vendere e ora devo stare più possibile tranquilla. 

Non voglio neanche chiedermi “andrò a partorire da sola?”, “Enzo riuscirà a vederla anche solo un secondo?”. Le cose, e le regole, cambiano di giorno quindi è proprio inutile preoccuparsi da adesso. 

Terza ma diversa

Lo si sente spesso dire che ogni gravidanza è diversa, come i figli d’altronde. Anche per me è stato così. Diversamente bella, diversamente faticosa, ma non mi pento assolutamente, anzi…

Sono immensamente grata per questi mesi che sto vivendo, perché darò vita ad un’altra principessa ribelle, per l’amore che ricevo da marito e figlie. Sono emozionata nel pensarmi con una piccoletta in braccio, al seno, nuovamente mamma

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