Volevo parlarvi di altro, ma proprio non riesco. Preferisco condividere con voi quello che sto provando, preferisco chiedere a voi se già ci siete passati. Mi è terapeutico mettere nero su bianco quello che sento: la rabbia dopo un lutto.

Sono passati, ormai, quindici giorni da quando ho perso zio e assieme alla grande tristezza, che ancora provo, è emersa la rabbia. In realtà, conosco benissimo questo sentimento, la rabbia dopo un lutto fa già parte di me. Da sei anni, da quando è venuta a mancare mia madre, ho questa sensazione addosso.

La rabbia dopo un lutto
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Fa parte del processo

È così che mi risponderebbe uno specialista. Ed è vero. Bisogna attraversare anche questo per poter elaborare un lutto. Ma è spiazzante. La tristezza te l’aspetti, la rabbia no. Anche per chi ci sta attorno è difficile da gestire e comprendere.

È destabilizzante perché la rabbia dopo un lutto non ha né un colpevole né un motivo. Ci si sente arrabbiati con tutti e tutto, persino con se stessi.

Io e la rabbia

Lo dicevo l’altra sera alla mia amica: “non so se mi sento più triste, arrabbiata o stanca”. A tratti mi sento anche sola. E se per quanto riguarda mamma, la situazione è andata via via migliorando, adesso mi sembra di essere ritornata indietro. Con chi sono arrabbiata? Non lo so.

  • Con Dio. Forse in primis con lui, perché è più facile. Con lui che tutto può.
  • Con la vita/destino. Mi chiedo perché loro? Perché ora o allora?
  • Con la scienza. Che ancora non ha trovato una cazzo di cura per questi dannati tumori.
  • Con il genere umano. Perché stiamo, sicuramente, sbagliando qualcosa.
  • Con loro, i miei cari defunti. Che mi hanno lasciata sola.
  • Con me stessa. Che a 38 anni, e dopo aver perso la mamma, ricade nello stesso circolo.

Ecco! Più o meno son messa così. Ora studiatemi, datemi della psicopatica o una semplice pacca sulla spalla. Non mi dite però queste frasi.

Topolina e la sua rabbia

Mia figlia, e forse lo avrò detto in qualche altra occasione, è una di quelle “a scoppio ritardato”. Soprattutto sulle brutte notizie. Lei accusa il colpo in silenzio, che ti chiedi se ha capito oppure no, e poi dopo un paio di settimane sbotta. Anche per la perdita di zio è stato così.

Ultimamente si, e mi, sta interrogando molto sulla morte. È dalla festa dei nonni che affrontiamo spesso l’argomento. Quando è venuto a mancare zio gliel’ho detto subito, la mattina dopo. Un po’ perché, ormai so, che è inutile aspettare. Un po’ perché avremmo dovuto fare la festa del suo compleanno, che chiaramente avevo annullato. Un po’ perché aveva intuito.

Anche in quell’occasione, come dicevo prima, lei ha chiuso la discussione con un “ho capito”. In questi giorni non ha mai chiesto di zio, neanche quando siamo state al cimitero (al giardino fiorito, come lo chiamiamo noi). Ieri, però, tornando a casa mi chiede:

mamma perché anche zio è andato in cielo?”

Perché noi non restiamo in Terra per sempre e per lui era arrivata l’ora di diventare un angelo”

Vedo che si scurisce in viso

“Mamma sono molto arrabbiata, io non voglio che vanno in Cielo perché poi non posso più vederli”

Fa gli occhi lucidi

Anche io sono un po’ arrabbiata tesoro”

Aspetto che sale in auto, che pensa a quello che le ho appena detto e dopo le ricordo che loro sono – e saranno – sempre con noi nel nostro cuoricino. Intanto ho voluto rassicurarla che ciò che sente non è sbagliato.

4 commenti il La rabbia dopo un lutto

  1. Non lo sapevo, che ci si infuria. Ho perso un paio di zii, ho perso i nonni: ho sofferto, ma per un breve periodo. Non ho avuto rabbia perché evidentemente non ero così coinvolta emotivamente da sentirmi “mutilata”. La rabbia è difficile, è più comprensibile il dolore, per spiacevole che sia. Eppure, leggendoti, capisco che invece è inevitabile. Hai ragione su tutti i “colpevoli” che cerchi nel tuo sentire. Hai ragione anche a sdoganare questa emozione con tua figlia. Il vero problema è che si dice sempre che se sei arrabbiato lo sei con qualcuno, ma io credo che la rabbia possa essere anche totalizzante e poco indirizzata. In questo caso è tremenda, perché da chi vai, a incazzarti? A chi spacchi il muso? Ti abbraccio, vorrei darti un consiglio, ma il solo che mi venga è di non rinnegare quello che senti. E lo stai già facendo.

    • Scusami Madda se ti rispondo solo ora. È come dici, non sempre affiora la rabbia in queste occasioni…però non credo dipenda dal tipo di rapporto. Almeno non per me.
      Quando ho perso i miei nonni, per esempio, non ho provato rabbia. Eppure ero legatissima a loro, li vivevo quotidianamente. La loro dipartita, però, l’ho inserita nel normale cerchio della vita.
      Perdere qualcuno che questo cerchio deve chiuderlo troppo presto… ti fa incazzare!

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