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Io mamma

Non vuole addormentarsi nel lettino

Ci sono sere che mi dico:”stasera direttamente nel lettino, senza passare per le mie braccia“…e, puntualmente, mi ritrovo a cantarle la ninna nanna in braccio per poi cullarla almeno altri dieci minuti prima di stenderla nel suo lettino. La verità è che mi prende sulla stanchezza.

non vuole addormetarsi nel lettino

In clinica

Spesso, io e mio marito, diciamo che forse “l’errore” lo abbiamo commesso in clinica, appena nata. La struttura consentiva il rooming in e noi ce la siamo spupazzata ben benino tre giorni. Aveva poche ore e già aveva il “sensore culla”, come lo chiamavo io, in braccio dormiva beata, appena la poggiavo piangeva disperata.

A casa

Una volta ritornati a casa la situazione, naturalmente, era la medesima. Raramente, per non dire mai, ho avuto il piacere di vederla addormentarsi al seno, ho sempre dovuto cullarla un pò, cantarle la ninna nanna e se non volevo vedere la mia “fatica” vanificarsi in pochissimi minuti, dovevo restare con lei in braccio (cosa impossibile quando si è da sole, tra bucato, faccende di casa etc. etc.).

Dopo qualche mese ha iniziato a combattere il sonno, era stanca, aveva mangiato a sufficienza, giocato, era pulita, ma più la mettevo in posizione ninna più piangeva. Mi ha fatto disperare!

Quando, finalmente, riusciva a rilassarsi ed addormentarsi la storia si ripeteva: in braccio poteva dormire anche delle ore, appena sentiva il contatto con la culla, la sdraietta, o altro, apriva i suoi occhioni e dovevo cominciare tutto dall’inizio.

Oggi

Attualmente, dopo 17 mesi, l’operazione ninna è migliorata! Avendo abbandonato il sonnellino di metà mattina, dopo pranzo crolla da sola, a volte direttamente sul sediolone. La sera: ci stiamo lavorando! Per il momento non vuole addormetarsi da sola nel lettino.

Come dicevo all’inizio, la verità è che mi prende sulla stanchezza, non ho la pazienza e la forza mentale di star lì a metterla giù dieci, venti volte; sentirla piangere o spezzarmi la schiena piegata sul lettino per darle la mano.

Quindi le mie ultime energie le utilizzo così: dopo tutta la routine pre-ninna, ci mettiamo nella sua stanzetta, la prendo in braccio, le canto la ninna nanna, la cullo un altro poco e quando vedo che si è quasi addormentata la metto giù nel suo lettino. Massimo risultato, minimo sforzo!

Cosa credevo di sapere e cosa so

In gravidanza ho letto vari libri e molti parlano dell’importanza del rituale, della routine, che accompagna il neonato al momento di dormire: il bagnetto, il massaggio, la pappa e la ninna. Ho “studiato” anche le varie teorie, i vari metodi: da quello più estremo di Richard Ferber (poi ripreso da Eduard Estivill), a quello totalmente opposto di William Sears, per finire con una via di mezzo come quello di Tracey Hogg.

Mi ritenevo preparata sull’argomento ma, come sempre, la realtà e la pratica sono tutta un’altra storia. La verità è che non esiste una ricetta universale (magari!), tutte queste teorie devono, poi, scontrarsi col carattere dei nostri piccoli (e ne hanno da vendere), adattarsi alle loro personali esigenze e ai loro bisogni.

Questo ho imparato sul campo in 17 mesi. La mia monellina aveva bisogno di sentire il contatto con me, il mio odore, il mio respiro, il battito del mio cuore. Oggi sempre più si avvia all’indipendenza e, nonostante sono combattuta per la paura che non è la cosa “giusta”, se la sera ha l’esigenza di stare qualche minuto tra le braccia della sua mamma prima di passare in quelle di Morfeo, perchè costringerla o forzarla a non farlo?!

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5 Comments

  • Reply angelaercolano

    Se siete felici va bene, se non funziona si cambia e poi sì la maternità è sempre una continua evoluzione.

    1 Aprile 2016 at 12:28
  • Reply Elena

    Cara Diana quanto ti capisco …oggi con Alessia la mia seconda bimba la situazione e’ la stessa ! Ma io lo sai che penso ? Cresceranno e non le avremo piu’ cosi’ piccole …sai Giulia che ha 3 anni e mezzo la sera se non mi stendo accanto a lei ( che dorme tra mamma e papa’) ancora non sa addormentarsi da sola o meglio e’ capitato pochissime volte quando crollava davanti ad un cartoon! Ma imparera’ e quel giorno sono certa che mi manchera’ tantissimo ! Un bacio

    25 Maggio 2016 at 18:49
    • Reply dianarusso1981

      Si, è proprio così…bisogna godersi anche questi momenti (nonostante a volte sei sopraffatta dalla stanchezza)!
      Grazie, un bacio

      26 Maggio 2016 at 10:13
  • Reply ALBERTA BIJOUX

    Tutto si risolve in ogni caso….il letto dei genitori resta sempre un’isola serena dove rifugiarsi. Ben trovata!

    2 Aprile 2017 at 21:23
  • Leave a Reply

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