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Io Donna, Io Mamma

Rivoglio la mia indipendenza economica

lavorare da casa

Sono più di quindici giorni che non mi “vedi” qui sul blog e in questo tempo sono cambiate delle cose. Il mio mood da un pò è: rivoglio la mia indipendenza economica e sono stata impegnata a perseguirlo.

Racconto da anni quanto sia stata difficile la scelta di non continuare a lavorare per fare la mamma, scelta ponderata e dovuta che mi ha permesso di non perdermi niente delle mie bimbe.

Rivoglio la mia indipendenza economica, desidero sentirmi autonoma anche se in famiglia, voglio essere una donna oltre che mamma e moglie

Mio marito non fa mancare nulla a me e alle nostre figlie ma è a me che non piace “dipendere”. Mio padre ci ha insegnato che le cose si conquistano (e si acquistano) con il proprio lavoro e questo mi ha segnata molto.

Essere moglie, mamma di due e vicina ai quaranta sono tutti requisiti che non fanno curriculum, anzi… la maggior parte degli annunci di lavoro iniziano con “cercasi ragazza max 25 anni”, qualche altro specifica “senza figli“, qualcuno salva la faccia ma poi si sputtana al colloquio facendo domande personali “sei sposata? hai figli o vuoi averne?“. Questa è la Bella Italia!

Avevo diciotto anni, mi ero appena diplomata, quando sono andata a lavorare in una ditta di autonoleggio. Dovevo aiutare il ragioniere e dopo poco sono finita ad essere il braccio destro del titolare con 42 autisti da gestire, agenzie di viaggio, bus turistici e auto di lusso. Non avevo orari. Sono stati tre anni durissimi ma anche importantissimi per me.

Quella che sono, professionalmente parlando, lo devo a quegli anni. Seppur impiegata ho sempre avuto la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di essere autonoma. Successivamente sono stata per dieci anni (10!) in un’agenzia di assicurazioni e lì gestivo io l’ufficio. Io chiudevo i contratti, io mi occupavo della contabilità, io cercavo di raggiungere i vari obiettivi, io curavo i rapporti con le compagnie.

L’unica cosa da impegnata che avevo era una: lo stipendio! Capisci bene che ritrovarmi a casa, seppur a fare il lavoro più bello del mondo, è stata dura. A maggior ragione adesso che le bimbe sono un pò più grandi.

Non arrendersi, avere pazienza e cogliere le occasioni, sicuramente, il segreto

Il mio stop a lavoro è sempre stato solo una cosa momentanea, ho sempre saputo che poi avrei voluto riprendere. Era solo questione di tempo. Ma, come dicevo prima, non è facile una volta “usciti” dal mondo del lavoro, rientrare.

È vero anche che la “testa” che hai a diciotto/vent’anni non è quella che ti ritrovi a trentotto/trentanove. Oggi non accetterei mai un lavoro sottopagato, la mia gavetta l’ho fatta, le mie competenze si pagano. Non mi accontento di potermi pagare il parrucchiere e l’estetista, al massimo la benzina nell’auto. Il tempo che tolgo alla mia famiglia deve fruttare.

Desidero un lavoro degno di essere chiamato tale, che mi permetta di guadagnare ma anche di crescere professionalmente e a livello personale. Che mi dia nuova formazione, che mi faccia essere migliore. È facile? No, non lo è affatto! Ma non bisogna arrendersi e bisogna avere pazienza.

Ci vuole anche attenzione e coraggio. Attenzione nel cogliere le occasioni che, come si dice, arrivano quando meno te lo aspetti. Coraggio nel lanciarsi se quella vocina dentro ti dice che è quella giusta. Perché, forse, la cosa più difficile è proprio quella di uscire dalla propria zona di comfort.

Ricordati di essere prima una donna

Per quanto io sia una sostenitrice de “i figli devono essere una priorità” credo che sentire l’esigenza di non essere solo mamma, di riprendersi un’indipendenza non toglie niente a loro.

D’altro canto non trovo sbagliato o strano se qualcuna sceglie di essere solo mamma, sono scelte. Dedicarsi alla casa e ai figli non significa essere “meno” qualcosa. Non si possono leggere, nel 2020, quei post che proclamano quanto siano “più” le mamme lavoratrici. Ma davvero? Ma perché fare sempre le gare?

Ognuna deve scegliere di essere felice, è questa la cosa più importante.

Tu hai già trovato la tua dimensione?

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