Ho impiegato più di trenta minuti per decidermi se pubblicare questo titolo: sessismo a tre anni. È un abbinamento un po’ forte. Chi non prende mai niente con leggerezza potrebbe rivoltarsi. Ma dopo aver letto tremila significati della parola sessismo, mi sono decisa.

sessismo s. m. [der. di sesso, sul modello di razzismo e per influsso del fr. sexisme e ingl. sexism]. – Termine coniato nell’ambito dei movimenti femministi degli anni Sessanta del Novecento per indicare l’atteggiamento di chi (uomo o donna) tende a giustificare, promuovere o difendere l’idea dell’inferiorità del sesso femminile rispetto a quello maschile e la conseguente discriminazione operata nei confronti delle donne in campo sociopolitico, culturale, professionale, o semplicemente interpersonale; anche, con sign. più generale, tendenza a discriminare qualcuno in base al sesso di appartenenza.*

Topolina, ultimamente, con le sue affermazioni, si avvicina molto a questa definizione.

Bisogna pur sempre contestualizzare e ricordarsi che a parlare è una bimba di tre anni e mezzo. La prima volta è stata una domanda:

Mamma ma anche le femmine guidano il motorino?

– Certo! Anche mamma lo guida. Quando sarete più grandi lo riprende.

Ma l’altro ieri è nata proprio una discussione. Era sera e mi sono fermata a fare benzina al self service e lei, una volta rientrata in auto:

Mamma ma la benzina la fanno i maschi.

– Ma non è vero.

Mi ha colto di sorpresa e non sono riuscita a ricordarmi che, tra l’altro, dove spesso facciamo benzina è una donna, la moglie del proprietario, continuo:

– Non esistono cose da maschi e cose da femmina. Secondo te le femmine lavano i piatti, ma vedi che anche papà a volte li lava?

– Ma mamma che dici? Perché mica esistono le femmine che fanno i dottori o che fanno i cam(i)onisti?

Ma certo a mamma che esistono – asserisco.

Qui parte quella sua manina, a mo’ di professoressa. L’avreste dovuta vedere, dall’alto del suo trono a forma di seggiolino auto.

– Mamma, non si è mai visto una femmina che guida il camion!

– Amore, tu non l’hai mai vista. Ma ti assicuro che mamma ha visto donne alla guida di grandi bus. Spero un giorno di farle vedere anche a te.

Mamma spiegami

Ammetto di essermi sentita impreparata ad argomentare. Mi aspettavo le differenze genetiche, di gioco, ma poi rimandavo di qualche anno quelle professionali. La convinzione con cui parlava mi ha spiazzata.

Mi ha ricordato, ancora una volta, quanto sia importante il nostro ruolo di genitori. Nell’ascolto e nell’insegnamento. Quanto sia fondamentale questa età e creare solide basi.

D’altro canto la sua sicurezza mi ha fatto sorridere. Certezza dettata dalla non conoscenza, dal suo essere una semplice treenne. Lei non ha mai visto dottoresse o camioniste e allora non esistono.

Le sue evoluzioni per me sono una continua scoperta. In questo ultimo anno, tra la scuola e l’arrivo della sorellina, la vedo ogni giorno più “grande”.

Crediamo, frequentemente, che siano loro a scoprire, imparare, esplorare. Ma noi mamme, io di sicuro, cresciamo ogni giorno insieme ai nostri figli.

 

* Fonte: Treccani

Photo by Lily Banse on Unsplash

6 commenti il Sessismo a tre anni. La convinzione di chi non sa.

  1. Hai proprio ragione Diana, è così, con la vicinanza, con il sentire, ascoltare, capire e far capire che si è genitori. Tua figlia, da sola, ancora non ha ovviamente gli strumenti per capire, e lo fa a modo suo. Se tu non le fossi stata vicina, ascoltandola, lei probabilmente sarebbe rimasta delle sue opinioni! 😘

    • Grazie Letizia! A volte ho sempre paura di “sbagliare” o “non essere altezza”.
      Vorrei crescere delle brave donnine e cerco di mettercela tutta.

  2. Io farei una distinzione (che nessuno fa mai): una cosa è riconoscere che ci sono professioni o attività più adatte o più comuni in un sesso che nell’altro, o per forza muscolare, o per preferenza, o per mille altri motivi, anche antropologici. Altro è, in virtù delle differenze, dichiarare che esista un sesso superiore tra i due. Tua figlia non è sessista, fa solo una distinzione. Anzi aggiungo che se la sua visione del mondo è così stereotipata, non è perché è piccola lei, ma perché bene o male in parte certe cose le vede per quello che sono: i camionisti, in effetti, sono maschi. E anche se i dottori o i motociclisti sono naturalmente anche femmine, quello che lei, sagacemente, ha colto, è qualcosa che più nessuno vuole ammettere e che sembra un’eresia riconoscere: maschi e femmine sono diversi, e hanno preferenze spesso diverse. Pur valendo identicamente.

    • Come sempre mi doni altri punti di vista e altrettanti spunti su cui riflettere.
      Pensa che io sono scesa dall’auto quasi allarmata 😧 poi a mente fredda ho valutato il suo modo di vedere i maschi e le femmine.
      Verissimo quando dici che “qualcosa che più nessuno vuole ammettere e che sembra un’eresia riconoscere: maschi e femmine sono diversi.”

      • Sono contenta che non ti sia offesa: disobbedendo al tuo invito a prenderla alla leggera ho usato invece toni fermi e un po’ duri, ma perché sono stufa di questo atteggiamento generale per cui tutto vale tutto. Abbiamo (hanno) così paura di risultare razzisti, classisti, sessisti, che guai, dobbiamo subito mostrare che noi siamo aperti! Da che mondo è mondo la diversità è non solo una realtà, ma un valore: senza di essa ci saremmo già estinti!

        • Ma no, perché offendermi? Al massimo ti avrei risposto che, su questo argomento, la pensiamo diversamente ☺️. Se non avessi voluto ascoltare altri punti di vista, non avrei scritto pubblicamente il mio. 😘

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