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    Io mamma

    Linguaggio ed immaginazione a quattro anni

    Linguaggio ed immaginazione

    Avete notato che i bambini a questa età si appassionano particolarmente ad alcune storie? Che chiedono di risentire molte volte e che sanno ripetere anche con molta precisione? Aiuta linguaggio ed immaginazione.

    Qualche giorno fa vi ho raccontato quanto sia ancora importante il gioco all’età di Topolina, oggi voglio parlarvi di un altro aspetto fondamentale:

    Linguaggio ed immaginazione a quattro anni

    Oltre alla trama e ai contenuti, i bambini iniziano a prestare molta attenzione agli aspetti formali e rappresentativi del racconto: l’inizio sempre uguale, le esclamazioni che vivacizzano il racconto, le frasi interrogative che risvegliano l’attenzione e creano un’attesa.

    È importante dare enfasi a questi aspetti anche perché servono al bambino ad arricchire la propria capacità espressiva e, implicitamente, anche linguistica. I bimbi sono molto attenti allo schema narrativo che scandisce i diversi tempi della narrazione: l’antefatto della vicenda, lo svolgimento, la conclusione che deve necessariamente essere positiva.

    Guai a cambiare qualcosa o raccontare diversamente. Veniamo tempestati di domande. Lo stesso accade se non raccontiamo chiaramente come le cose vadano a finire.

    Noi con Topolina siamo con “La principessa e il ranocchio” in loop. Prima era “La Bella e la Bestia”. Le si fa leggere fino ad impararle a memoria poi cambiamo.

    I loro racconti

    Il bambino a quattro anni ama anche inventare storie di cui è protagonista e spacciarle per reali. Adora, soprattutto, raccontarle ai suoi compagni di classe come dei segreti.

    Queste storie inventate non sono da considerarsi alla stregua di bugie, ma come voli della fantasia che spesso prendono spunto da una vicenda della vita quotidiana che lo ha colpito particolarmente il bambino.

    Le storie più divertenti, forse, sono legate alla professione dei papà che può non essere del tutto comprensibile per il piccolo. Oppure Topolina a volte si inventa dei luoghi che (in realtà) non ha visitato. E quante volte mi incanto ad ascoltarla mentre mi racconta cosa sembrano per lei le nuvole.

    Quando mi rivela dei discorsi che fa con i suoi compagni la ascolto sempre tra divertimento e tenerezza. Se ne sentono delle belle ma adoro il rapporto che ha con la maggior parte di loro. Mi piacerebbe stare in un angolino nascosta ad ascoltare.

    La nostra sfida da genitori è proprio quella di ascoltare i nostri figli, senza smentire, senza giudicare, senza inquinarli con la nostra visione da adulti, anzi… cercando di cogliere il significato che questi racconti hanno per loro.

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