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    Pidocchi: cosa NON fare

    Pidocchi

    Pidocchi: cosa NON fare. L’incubo di tante famiglie. L’ossesione di molte mamme. Di consigli su cosa fare ne è pieno il web quindi i miei non vi servono.

    Tra una grattata e l’altra, perchè è questo che mi scatena solo pronunciare la parola “pidocchi”, vi racconto una storia, la mia storia in merito.

    Io e i pidocchi

    Ne parlo oggi dopo otto giorni perchè solo ora riesco a farlo con il dovuto distacco e perchè abbiamo finito tutto l’iter. Ebbene si, i pidocchi sono arrivati nella mia casa. Portatrice: Topolina! Ed io sono andata, letteralmente, in crisi. Pidocchi: cosa NON fare è un post che avrei voluto trovare io nelle varie ricerche su Google.

    Avevo sempre detto, parlando con le altre mamme di classe, che non l’avrei vissuta benissimo questa cosa dei pidocchi. Speravo, però, di contraddirmi…invece no! Ho trascorso una settimana di inferno, facendola vivere male a tutta la mia famiglia soprattutto alla malcapitata Topolina.

    Pidocchi: cosa NON fare

    Farsi prendere dalla psicosi. Ricordo ancora quando ho trovato quell’animale in testa a mia figlia, il panico. Ho mandato un messaggio nella chat della scuola, mentre correvo in farmacia, quasi in lacrime.

    Ho chiesto aiuto alla mamma di un compagno, moglie di pediatra. A mia cugina, farmacista. Alla mia parrucchiera, per venire a spulciare me. Non mi sentivo lucida e avevo paura di non fare tutti i passaggi (che sono due alla fine, eh! Trattamento e pettinino).

    Ho iniziato a fare lavatrici su lavatrici. Tutta la notte. Ho lavato di tutto. Se avessi potuto mettere tutti noi in lavatrice a 60° lo avrei fatto, giuro!

    Spaventare o far sentire in colpa la bimba. L’errore più grande (e che non mi perdono) è stato quello di terrorizzare Topolina. L’ho fatta piangere almeno per i primi tre giorni, da domenica sera.

    Le ho fatto odiare lo shampoo, il pettinino, le mie mani. a lei come a Pallina. Controllare la testa era diventata per me un’ossessione, per loro una tortura.

    Non l’ho mandata a scuola il giorno, dopo, nonostante il trattamento fatto. Dovevo assicurarmi che fosse pulitissima da lendini. Ho fatto venire a controllare anche mia cugina (sempre la farmacista).

    Colpevolizzarsi. Noi mamme siamo le numero uno in tema sensi di colpa. Non potevo smentirmi neanche in questo caso.

    “Forse non le ho messo tutti i giorni la crema timo dietro nuca e orecchie”, “potevo ricordarle più spesso di non sciogliersi mai i capelli a scuola o usare fermaglietti di altre”, “dovevo controllarla meglio tutti i giorni”.

    Chi più ne ha, più ne metta. Per sette giorni.

    Care famiglie

    Di errori ne avrò fatti molti altri, che adesso neanche ricordo. Non vi nascondo che ancora oggi se vedo qualcosa sul cuscino un brivido corre lungo la mia schiena.

    Avrò imparato? Non lo so…e spero di non doverlo scoprire 😉 un’esperienza mi è bastata.

    Voglio, però, rassicurarvi su una cosa. Non è niente di grave. Capita. Anche in questo caso la regola principale è: far star bene il piccolo.

    E adesso, scusatemi, vado a farmi una bella grattata di testa 😜.

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