Come rende in napoletano, secondo me, non rende in italiano! Tiempe bell’ e ‘na vot’! Quella sana nostalgia ai tempi passati, a quella che ero, a cosa facevo.

Tempi belli di una volta
Photo by Jake weirick on Unsplash

A me prende così, ogni tanto, una botta di nostalgia. Il voler ritornare indietro. E non per fare o non fare chissà cosa, no! Semplicemente per provare ancora una volta quel senso di spensieratezza.

Un tuffo nel passato

A fine anno mi sono rivista con i miei compagni di scuola, delle superiori. È stato davvero strano. Per un attimo sembrava che nulla fosse cambiato. Sembrava una semplice pizza tra compagni e non una rimpatriata. A vederci nessuno avrebbe detto che non ci vedevamo da venti anni.

Ricordo quel periodo come tra i più belli. Eravamo una classe molto unita e ci siamo divertiti molto. Ci siamo supportati, abbiamo fatto gruppo, nel bene e nel male.

Mi sembra di sentire ancora mia madre che mi diceva “non dire che non vuoi andare a scuola, vedrai che poi ti mancherà”. Aveva ragione. Se potessi scegliere in che anni ritornare indietro, sceglierei quelli. Magari con la maturità di adesso.

Tiempe bell’ e ‘na vot’! Quando la più grande preoccupazione era studiare, apprendere, portare buoni voti a casa. La più  grande delusione era un’amica che ti considerava poco. Quando il più grande problema era tua madre che ti impediva di vedere il ragazzo che ti piaceva da impazzire.

Gioire del presente

Leggerezza è l’augurio per questo nuovo anno. Il mio motto per il 2018. Anche questo post deve essere letto in quest’ottica. Il mio ripensare al passato, ricordare con un pizzico di nostalgia ciò che ero, non vuol dire che non apprezzo ciò che sono…e che ho!

Ho una splendida famiglia, due bimbe belle e monelle, un marito che mi ama. Un tetto sulla testa, il cibo sulla tavola. Ho molto per cui ringraziare. Ho tanto in più rispetto a quegli anni.

Quella che non sono, però, è la mamma della famiglia del Mulino Bianco. Sempre sorridente e amorevole. Io sbotto, mi arrabbio…e si, a volte dico “ma chi me lo ha fatto fare”.

E se dopo quindici giorni di clausura, vuoi per pranzi e cene, vuoi per l’influenza delle bimbe…sbotto con un sonoro “tiempe bell’ e ‘na vot’”, concedetemelo!

Prometto di ricordare più spesso che anche questi tempi, come quelli della scuola, non torneranno più…e li ricorderò con nostalgia.

 

2 commenti su “Tiempe bell’ e ‘na vot’ (tempi belli di una volta)”

  1. Ecco: il passato sembra sempre più roseo, e così – come dici – un giorno rimpiangeremo questi anni. Ma questo non toglie che come sbottavamo allora per i motivi di allora, sbottiamo adesso per i motivi di adesso. L’altro giorno ho postato un pezzo in cui dicevo che non ricordo più come fosse avere un solo figlio, che averne tre è pazzescamente complicato. Mi hanno commentato “non capisco, allora ne facevi uno solo! Pensa a chi ne vorrebbe altri e non riesce…” Allora smettiamola anche di scherzare sui pranzoni delle feste e le diete: pensa a chi muore di fame! Ma cosa vuol dire? Lamentarsi ironizzando sulle difficoltà non c’entra nulla con l’amore e le scelte fatte! E qui m’incavolo: le mamme che non si lamentano mai e che, ancor peggio, non ci scherzano su, secondo me sono mamme a metà. La leggerezza di cui parli passa anche dal sorridere sulle giornate dure. Avanti tutta! Un bacio. :*

    • Anche il mio post su fb dove scrivevo “vacanze per chi?” ha fatto scalpore. La pesantezza ormai grava su tutto. Il voler apparire sempre perfette ancor di più. Unito a solidarietà (tra mamme) pari a zero.
      Un abbraccio forte forte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.